Il comitato ha proposto una petizione per avere chiarimenti in merito ai dati pubblicati dall’Arpac, altrimenti procederà con una denuncia alla Procura della Repubblica, invitando comuni interessati dal progetto Fiume Sarno a fare altrettanto.

Nuovo incontro ieri presso il Convento di S. Antonio di Nocera Inferiore per il Comitato No vasche che continua la sua lotta contro la costruzione delle vasche di laminazione o, come sono state definite “vasche assorbenti” previste dal Grande Progetto Fiume Sarno per la messa in sicurezza del fiume.

no vascheGuidati dal presidente del comitato Emiddio Ventre, hanno preso parte all’incontro cittadini dell’Agro, associazioni, professionisti del settore ed esponenti politici (M5S, Sinistra ecologia e libertà e PD). Punto focale dell’incontro sono stati i dati relativi alla qualitá delle acque del fiume riportati nella relazione del quadro ambientale sul sito dell’ARCADIS. Dati che, non solo sembrerebbero errati, ma che risalgono al 2001 e sui quali è stata fatta la valutazione di impatto ambientale. Ed è proprio su questo che Ventre ha voluto insistere:”Quelli che mancano sono i dati relativi agli ultimi 10 anni. Mancano i dati aggiornati sullo stato di inquinamento del fiume“. A tal proposito Ventre ha inviato in questi giorni una richiesta di accesso agli atti per la consultazione e la pubblicazione dei dati di questo periodo che, nella relazione del quadro ambientale sono assenti, ma che la commissione di valutazione impatto ambientale afferma di aver compiuto. Le analisi effettuate a spesa dello stesso Ventre su un campione d’acqua prelevato lo scorso Marzo, hanno evidenziato valori superiori rispetto alla norma: allumio 2510 micro grammi(valore 12 volte superiore alla norma), cromo 0,2 milligrammi (4 volte superiore alla norma), piombo 17 milli grammi (2 volte superiore alla norma), escherichia coli 140.000(28 volte superiore alla norma). “Attualmente le esalazioni del fiume ci uccidono– afferma Ventre- e creare delle vasche per raccogliere le acque del fiume piú inquinato d’Europa, vuol dire esporre i cittadini ad ulteriori pericoli per la salute e compromettere le falde acquifere“.

Quella del comitato è quindi una lotta per la tutela della Valle del Sarno e per la salute degli abitanti dell’Agro. “Tale progetto non è sostenibile– afferma Vincenzo Stile del Pd- gli inquinanti presenti nel fiume sono un rischio per il benessere della popolazione dell’Agro. C’è la necessitá di rivedere il progetto e risolvere il problema alla base: fermare gli scarichi industriali che provocano un’alterazione nel funzionamento del DNA. Bisogna far capire che il pericolo é attuale per le continue esondazioni, ma sará anche un pericolo futuro per la presenza di metalli pesanti pericolosi per la salute degli abitanti dell’Agro“.

Il comitato, come è stato piú volte ribadito nel corso dell’incontro, non si oppone al progetto (la messa in siurezza del fiume per evitarne le esondazioni), ma propone una rivalutazione dello stesso, quale progetto calato dall’alto e ritiene che sia necessaria una bonifica delle acque: “Le vasche di laminazione devono accogliere acque sane- dichiara il prof. Di Pace di Lega Ambiente. A breve dovrebbero iniziare i lavori e si è proposto di “cercare di coinvolgere un maggior numero di persone informando i cittadini sui pericoli futuri, di creare un unico popolo e cercare di ottenere una sospensione del progetto” come sostengono in molti tra cui Mazzella, portavoce del M5S e il prof. Di Pace.

Francesca Fasolino

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