La rubrica “Medicina” questo mese si occupa di Sindrome da indennizzo. Abbiamo già trattato nella precedente pubblicazione di “medicina difensiva per evitare il contenzioso legale”. Riprendiamo in parte il discorso riallacciandoci alla tematica de quo, illustrata tuttavia secondo un punto di vista antitetico. Nell’articolo che segue ci occupiamo più propriamente della sindrome da indennizzo quale causa del proliferare della cosiddetta medicina difensiva. Secondo il dottor Gaetano Murante, specialista in otorinolaringoiatria, che ci ha spiegato in cosa consiste il fenomeno in parola, a pagare le conseguenze di questa “moda” che da qualche anno si è diffusa anche in Italia, sono medici e pazienti, a vantaggio di avvocati che tentano di specularvi su.

Una condizione “morbosa” particolarmente frequente al giorno d’oggi è la sindrome da indennizzo. Molti pazienti, se soltanto pensano di avere avuto un qualsiasi problema in seguito a una terapia medica o chirurgica, citano in giudizio medici e ospedali allo scopo di ottenere un risarcimento. A volte lo fanno in buona fede, convinti di essere vittime della malasanità. Spesso però sono in cattiva fede e attirati dalla prospettiva di facili guadagni, così pur essendo consapevoli dell’innocenza del medico, lo denunciano lo stesso, di propria iniziativa o spinti da qualche consigliere fraudolento più o meno interessato. Tanto c’è l’assicurazione che paga.

Il fenomeno della sindrome da indennizzo, divenuto ormai di moda anche da noi, come tanti altri è nato negli Stati Uniti, dove avvocati disoccupati hanno cominciato ad offrire consulenza legale gratuita per denunciare medici e ospedali, chiedendo in cambio un compenso solo in caso di vittoria del contenzioso. In realtà, secondo le statistiche, queste cause per la maggior parte sono infondate, si concludono con un nulla di fatto e non viene accertata nessuna responsabilità medica. Però il paziente ci prova tanto lui non rischia nulla, a rimetterci in ogni caso è sempre e solo il medico, trascinato in tribunale spesso senza essere colpevole. Questi numerosi procedimenti legali intasano ancora di più una macchina della giustizia già di per sé ingolfata, procurano ai medici innocenti danni morali e materiali e favoriscono il proliferare della cosiddetta medicina difensiva che a sua volta si ripercuote contro tanti poveri ammalati i quali si rivolgono al sevizio sanitario per essere curati e non con un secondo scopo di lucro.
La medicina difensiva è finalizzata soprattutto a gestire le situazioni in modo tale che al medico non possa essere rimproverato niente in caso di un eventuale giudizio, la cura del paziente viene in secondo ordine. Essa può essere attuata evitando di trattare casi particolarmente complessi, o prescrivendo una serie numerosissima di indagini diagnostiche spesso inutili, sicuramente molto costose per il servizio sanitario, soltanto per dimostrare di aver fatto tutto il possibile, oppure nello scegliere una terapia datata ma accettata come procedura standardizzata al posto di una nuova e magari più efficace però non ancora molto diffusa. Secondo qualcuno la sindrome da indennizzo sarebbe addirittura in grado di generare anche casi di corruzione, qualche giudice senza troppi scrupoli potrebbe accordarsi con il paziente e favorirlo nella vittoria della causa per spartire il ricavato del risarcimento. Personalmente rifiuto di accettare questa ipotesi, se non ci si può più fidare della giustizia rimane solo da fare la rivoluzione.

La sindrome da indennizzo e la conseguente medicina difensiva sono alimentate anche e soprattutto dai mezzi di comunicazione di massa sempre pronti a sbattere in prima pagina il medico-mostro o l’ospedale-lager pur di far notizia, non importa se vera o falsa. Indubbiamente anche i medici possono commettere errori come tutti gli altri esseri umani, solo chi non fa niente non può mai sbagliare. I casi di malasanità però sono sicuramente esagerati dai giornali e dalla televisione perchè fanno più notizia della buona sanità. Mille interventi chirurgici perfettamente riusciti non interessano a nessuno, sono una cosa data per scontata, ma uno solo con complicanze gravi solleva un polverone enorme. Quante volte sentiamo o leggiamo notizie di persone che hanno avuto problemi per un “banale” intervento chirurgico!. Una volta per tutte mettiamoci bene in testa una cosa: nessuna operazione è mai banale. Naturalmente il paziente deve essere adeguatamente ed esaurientemente informato dal medico di tutti i rischi e le complicanze della sua terapia chirurgica e se li accetta firmando il consenso è consapevole che potrebbero verificarsi. Un intervento non è una passeggiata e anche camminando per strada si può rischiare di essere investiti da un’automobile. D’altra parte non si può stare al sicuro nemmeno rimanendo a casa, molti incidenti avvengono proprio tra le mura domestiche.

In conclusione, una “terapia” per debellare la sindrome da indennizzo ci sarebbe: tutte quelle persone che denunciano ingiustamente medici e ospedali dovrebbero essere accusate d’ufficio di calunnia e condannate a pagare alla controparte i danni morali e materiali per un importo pari al doppio della somma da loro richiesta come risarcimento. Solo così il numero delle cause infondate crollerebbe drasticamente e si arginerebbe il dilagare della medicina difensiva.

Gaetano Murante

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