La vicenda della sospensione della partita tra Napoli e Lazio di ieri sera aveva illuso un po’ tutti. L’arbitro Irrati aveva interrotto il gioco in seguito a vari cori contro Napoli, napoletani e contro il giocatore franco-senegalese Kalidou Koulibaly. In un primo tempo, però, l’arbitro aveva illuso un po’ tutti che la decisione di interrompere la gara fosse stata presa in seguito ai cori di discriminazione territoriale che si sentono ormai sistematicamente in tutti gli stadi di Italia di qualsiasi categoria verso qualsiasi squadra di provenienza campana. È bastato guardare la motivazione del Giudice Sportivo Tosel per capire, invece, che non è stato così. Infatti pare evidente che la decisione è stata presa esclusivamente per i “Buu” razzisti verso il calciatore di colore del Napoli, paradossale visto che la Lazio vanta un numero di giocatori di colore di certo superiore a quello del Napoli. Due giornate di squalifica per la Curva Nord e una per i Distinti. A confermare questo c’è il referto di Irrati che recita testualmente

Irrati
Arbitro Irrati

al minuto 22 e 10 secondi del secondo tempo interrompevo momentaneamente la gara richiamando tutti i calciatori nel cerchio di centrocampo poiché dalla Curva Nord occupata dai tifosi della Lazio provenivano cori razzisti nei confronti del calciatore n. 26 del Napoli Koulibaly Kalidou fin dal 1° del secondo tempo, infatti ogni volta che il calciatore di colore n. 26 del Napoli giocava il pallone dalla Curva Nord occupata dai tifosi della Lazio venivano indirizzati alla sua persona urla del tipo: – buuuh – a scopo inequivocabilmente razzista. Al 17° del secondo tempo comunicavo al Quarto Ufficiale di gara Posado Fabrizio di comunicare al Responsabile dell’Ordine Pubblico, ai delegati di Lega ed ai componenti della Procura di attivarsi per procedere con l’annuncio dello speaker al fine di far cessare i cori razzisti. Nonostante la nostra richiesta l’annuncio non veniva effettuato e così al 22° del secondo tempo, visto che i cori continuavano, decidevo di sospendere momentaneamente la gara. Durante la sospensione di 3 minuti e 40 secondi veniva effettuato l’annuncio dello speaker. Prima di far riprendere la gara avvisavo il Responsabile dell’Ordine Pubblico che avrei ripreso il gioco e che da quel minuto alla fine della gara avrei atteso sue indicazioni in ordine alla eventuale sospensione definitiva della gara. Al minuto 24 e 50 secondi riprendevo il gioco con una mia rimessa e da quel punto fino a fine partita, tramite il Quarto Ufficiale di gara, ricevevo l’indicazione dal Responsabile dell’Ordine Pubblico di far proseguire la gara nonostante in alcune occasioni i cori fossero proseguiti”.

Si pone così fine all’illusione che aveva pervaso i tifosi e non solo di una netta presa di posizione contro i beceri cori ormai immancabili. Un’illusione che allietava chi ormai è stanco di dover sentire ogni settimana innumerevoli invocazioni di stragi nei confronti di tifosi di squadre rivali o semplicemente avversarie. Attenzione, in questo pezzo non si vuol sminuire il gesto del direttore di gara Irrati nei confronti di un comportamento altamente incivile nei confronti di un calciatore, non perché sia di colore -perchè come detto nella Lazio sono in tanti i calciatori di colore- ma semplicemente perché veste una maglia diversa da quella propria squadra del cuore. Semplicemente si vuol esprimere un velo di delusione nell’apprendere che in realtà quello che è successo ieri durante i cori “Oh Vesuvio lavali col fuoco” non ci sia stato niente di diverso dalla solita indifferenza, tacita accettazione, indifferente tolleranza. Secondo alcuni giornali, però, sembrerebbe che il direttore di gara abbia comunque fatto notare la presenza dei cori discriminatori nei confronti dei tifosi azzurri, che avrebbe avuto come conseguenza la decisione di Tosel di sanziona la società biancoceleste pecuniaria, eppure nel comunicato ufficiale del Giudice Sportivo pubblicato sul sito della Lega Serie A non ve n’è traccia. Un’ennesima realtà che lascia l’amaro in bocca. Irrati avrebbe potuto entrare nella storia, così come è stato (erroneamente) intitolato il nostro articolo di ieri che riportava la notizia dell’accaduto e la sintesi della partita, iniziando a prendere una posizione nei confronti di un malcostume ormai troppo esteso ed oramai troppo radicato nella consuetudine delle tifoserie italiane di ogni categoria calcistica.

Aspettiamo, quindi, ed auspichiamo che al più presto un arbitro abbia il coraggio di prendere una decisione che vada contro tutto il consenso -o quasi- nazionale di sospendere una gara per i cori discriminatori nei confronti di una tifoseria, una squadra, una popolazione, quella campana in generale, e che veda abbattere definitivamente la falsa credenza di Carlo Tavecchio che la discriminazione territoriale è solo una bufala inventata dal vittimismo partenopeo prima, campano poi. Intanto riportiamo di seguito il tweet post gara dell’interessato difensore del Napoli e quello di Pepe Reina , in prima fila per combattere il razzismo verso i napoletani e verso i giocatori di colore.

Kalidou Koulibaly

Una vittoria importante! Però stasera voglio ringraziare tutti per i messaggi di solidarietà che mi sono arrivati. voglio ringraziare anche i giocatori della Lazio, ma soprattutto l’arbitro Irrati per il suo coraggio.

Ringrazio i miei compagni di squadra, la società e i nostri tifosi che sono stati di un grande sostegno contro queste brutti cori!

Andiamo avanti e forza Napoli sempre!

Pepe Reina:‏

3 punti importantissimi!Domenica un San Paolo da brivido ragazzi!Ma anche un San Paolo rispettoso!👌esempio per tutti

Ma un’ultima considerazione la vogliamo spendere per condannare altrettanto alcune dichiarazioni intercettate sui social e non solo, da parte dei tifosi partenopei di sperare in un’altra Heysell, vale a dire un’altra strage di tifosi juventini come avvenne in quella tragica finale di Coppa Dei Campioni a Bruxelles in cui morirono 39 persone, tra italiani ed inglesi. Il tutto auspicato e minacciato semplicemente perché è stata vietata una trasferta, quella in occasione della partita contro la Juventus che si giocherà il prossimo 13 febbraio; una decisione presa in coerenza con quanto decisione in occasione anche della gara di andata a Napoli, ma anche nel corso della scorsa stagione.

Cristina Mariano