di Cristina Mariano – Ancora una volta siamo costretti a portare in luce ed a sottolineare episodi che niente hanno a che vedere con gli spettacoli sportivi che vanno in scena davanti ai nostri occhi. Ancora una volta siamo costretti a ripetere ed a indignarci con il rischio di cadere nella ridondanza e nel vittimismo facile. Ancora una volta si tace in tutta Italia.

12541143_1010040759042110_472112339849055754_nI controsensi che distinguono il nostro Paese sono tanti, sono talmente tanti che ormai non ci si fa più caso. Accadde ieri, tifosi interisti che diretti verso Napoli per guardare la partita di Coppa Italia tra Inter e Napoli, appunto, si fotografano con le mascherine, una moda oramai, visto che anche i fiorentini in occasione della partita di campionato tra i viola e gli azzurri, si erano ritratti con la stessa “goliardica” fotografia. Come se non bastasse, sugli spalti gli stessi tifosi neroazzurri hanno esposto uno striscione con scritte sacrosantamente ingiuriose. “Curnuti, vattuti e cacciati de casa” recita un simpatico ed allegorico proverbio salentino. Una scena che si ripete di settimana in settimana, di partita in partita su tutti gli stadi di casa, o quasi escludendo quelli con i quali esiste ancora una certa civiltà o un gemellaggio. Una situazione ridondante, fastidiosa, detestabile ed anche frustrante anche perché la sanzione che Abete circa due anni fa aveva indetto nella speranza di debellare questo simpatico vizio del tifo italico, non è servito a niente. Soprattutto perché: la sospensione della curva a chi fa paura? Oppure a chi arreca danno? Di certo non ai tifosi, che la settimana dopo riprendono il loro usuale e consueto operato di campagna discriminatoria tutta nostrana. Peggio ancora con l’arrivo di Tavecchio, secondo cui non esiste la discriminazione territoriale e detto da uno che è tacciano di razzismo è tutto un dire. Adesso si chiede altro. Le istituzioni non ne vogliono sapere, il buon senso non vige allora che fare? Be i tifosi hanno deciso di procedere per via propria, chiedendo tramite Twitter che i calciatori del Napoli prendano una posizione rumorosa. Reina già da solo cerca di lottare contro questa insana ed insensata abitudine che alloggia sugli spalti, ma da solo e soprattutto in privato non può fare molto. Quello che chiede allora è una cosa semplice: abbandonare il campo, abbandonare la partita in segno di protesta. In fondo anche i figli di alcuni calciatori sono napoletani. La professionalità deve regnare regina, ma la dignità ha un valore superiore anche alla professionalità.

Eppure di tutto ciò non si parla. Al contrario, però, fa notizia un quiproquò tra Mancini e Sarri. Ripetiamo quanto detto in un nostro precedente articolo ZonAzzurra. L’addio alla Coppa Italia, il sostegno dei tifosi ed il vittimismo davanti ai microfoni. I due si sono insultati durante i minuti finali della partita, non si sa cosa abbia realmente scatenato il tutto, ma Sarri ha chiamato Mancini con un epiteto omofobo, ma chi non l’ha fatto del corso della sua vita? Attenzione questa non è una giustificazione, anche perché lo stesso tecnico azzurro mortificato ha chiesto scusa al collega nerazzurro, che però, dal canto suo ha risposto all’offesa. Ma questo dettaglio è stato omesso davanti ai microfoni delle principali reti televisive. Mezzucci per destabilizzare l’ambiente? È possibile, anche perché, come ha ricordato la Gazzetta dello Sport proprio in giornata, il signor Roberto Mancini commentò così nel 2000 un fattaccio tra Mihajlovic e Veira. Nella fattispecie l’allora calciatore serbo definì il giocatore dell’Arsenal “Negro di ….” e Mancini commentò con queste parole: “Nel corso di una partita l’agonismo esasperato può portare a momenti di tensione e di grande nervosismo. Credo che anche qualche insulto ci possa stare. L’importante è che tutto finisca li”. Non solo: riguardo agli striscioni contro Napoli, in tempi non recenti commentò all’incirca nello stesso modo: : “Era solo uno sfottò, come ce ne sono ogni domenica su tutti i campi. Non è stato bello leggere certe scritte, ma non si è trattato di una cosa così grave…”. Però Sarri è un omofobo? Inutile dire che contro il tecnico dei partenopei si è scatenato un vero e proprio processo mediatico e moralistico. Tutto indubbio, ovviamente. A partire dalle televisioni per poi spostarsi sui social e sulle dichiarazioni private. C’è chi parla di invidia di Sarri verso Mancini, essendo lui un bell’uomo e Sarri no. Cosa che a 57enne dovrebbe preoccupare il toscano. Ma al tempo stesso c’è chi prende le parti dello stesso reo, perché come ha pubblicamente dichiarato Parpiglia -un noto giornalista- il tutto doveva rimanere in campo, come rimangono in campo le questioni e gli insulti tra i vari calciatori. Le parole di per sé non sono negative, tutto sta a darne un’accezione offensiva o meno. Su questo siamo d’accordo, così come si è d’accordo sul fatto che l’insulto di Sarri non è ripetibile, non è imitabile non è elogiabile, ma è davvero inaccettabile e indifendibile? Allora perché non si fa lo stesso ragionamento su tutte le offese che piovono dagli spalti verso i calciatori, gli allenatori e gli stessi tifosi? In un altro nostro articolo (Quanto la stupidità è più contagiosa di una malattia abbiamo spiegato come la moda di definire colerosi i campani si sia estesa non solo ai napoletani, ma anche a stabiesi, avellinesi, casertani e come in tutti i casi venga esortato il Vesuvio a fare pulizia. Eppure nessuno si scandalizza, nessuno o quasi. Tacito assenso? Oppure è talmente diventata un’abitudine che nessuno fa niente per cambiarla? La lite Mancini-Sarri è diventato, ora, anche contro lo stesso allenatore nerazzurro preso di mira dai tifosi sui social, una vera e propria questione che va oltre lo sport, come spesso accade. Si va a colpire l’etica, la tolleranza, le delicate questioni contro l’omofobia e via dicendo. Tutto giusto, ma come detto in precedenza: chi non ha mai usato tali epiteti? Siamo tutti omofobi? O semplicemente adesso si coglie la palla in balzo per sputare, ancora, addosso al Napoli ed a Napoli seppur in maniera trasversale?

Ora Maurizio Sarri rischia una vera e propria batosta, domani verrà resa nota la decisione sulla sanzione: si rischiano quattro mesi. Se così fosse, sarebbe il caso di aspettarsi una sanzione esemplare anche contro le continue ingiurie verso Napoli città ed il Napoli squadra e tutte le altre città e squadre campane? Ovviamente no. Tacito assenso. Palese razzismo?