Tragedia Chapecoense: Ximena, l’assistente di volo sopravvissuta, racconta..

Il calcio brasiliano e mondiale piange per questo ennesimo disastro aereo che ne riporta alla mente altri..

Il calcio brasiliano e mondiale piange per questo ennesimo disastro aereo che ne riporta alla mente altri..

Di Antonio Marra – Era a terra, immobile, priva di sensi. Non respirava. Pelle olivastra, capelli neri lunghi, la divisa della Lambia sporca di fango e sangue. Suoni di sirene e raffiche di vento ed eliche, in un silenzio struggente, tra le colline di Medellin. Rossetto ancora sulle labbra rigide, graffi ed ombretto sul volto e sugli occhi. Il petto scoperto per sentire il battito: un medico intento a rianimarla. Terrore e tensione. La mano sul cuore che riprende, insieme al respiro: finalmente cosciente. E’ salva Ximena Suarez: assistente sul volo “2933” della compagnia aerea boliviana “Lambia”, unica donna salva tra i superstiti della sciagura aerea verificatasi nella notte tra il 28 e il 29 novembre che ha registrato 71 vittime. Sei sopravvissuti allo schianto sul suolo colombiano, tra cui lei.

Le luci si sono spente per quasi un minuto e poi il caos – dirà al Segretario di Governo del dipartimento di Antioquia – Non ricordo nulla”. Nel suo racconto sostiene che i ricordi sono limitati solo ai momenti pre-impatto: “L’aereo ha perso completamente il controllo e ha cominciato a precipitare in modo improvviso, poi ci siamo schiantati al suolo. Dopo questi attimi tremendi nel buio, il tonfo. Non ricordo più nulla.

Nell’impatto hanno perso la vita anche i calciatori della squadra brasiliana Chapecoense, in viaggio per disputare la sua prima finale internazionale, dopo la promozione in Prima Divisione del 2014.

Durante lo schianto, accanto a Ximena, nella parte posteriore dell’aereo, c’era il giovane tecnico di volo boliviano, Erwin Tumiri, anch’egli sopravvissuto, e che spiegherà poi a Radio Caracol: “Molti hanno lasciato i loro posti e iniziato a gridare, io ho solo cercato di seguire la procedura di emergenza per gli incidenti”. Procedura che gli ha salvato la vita.

Insieme a Erwin e Ximena, si sono salvati anche i calciatori Ruschel, Follman (al portiere è stata amputata una gamba), Helio Neto, e il giornalista Rafael Valmorbida Henzel, tutti poi ricoverati negli ospedali di Medellin. Il portiere Danilo, trasportato all’ospedale ancora vivo, non ce l’ha fatta.

Il calcio brasiliano e mondiale piange per questo ennesimo disastro aereo che ne riporta alla mente altri: quello di Superga del 1949, quando l’aereo che trasportava il Grande Torino, di ritorno da un’amichevole a Lisbona, si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga, sulle colline alle porte di Torino, a causa della nebbia. (31 vittime, tra giornalisti, dirigenti e quasi tutti i calciatori granata.); quello del 1958, dove venne stroncata la vita dei giocatori del Manchester United (23 dei 44 passeggeri. Tra i sette giocatori sopravvissuti, Bobby Charlton); quello del 1960, dove vennero coinvolti nel disastro otto giocatori della nazionale danese; quello del 1961, quando la squadra cilena del Green Cross si schiantò sulle Ande, a circa 350 chilometri a sud di Santiago del Cile (24 vittime); quello del 1969, quando la squadra boliviana ‘The Strongest’ si schiantò a Viloco, a 70 chilometri a sudest di La Paz, sulla cordigliera andina di Tres Cruces (74 vittime, tra cui 17 giocatori); nel 1979, un aereo russo si schiantò contro un altro, vicino a Dniprodzerzyns’k in Ucraina: 178 vittime, tra cui 17 membri della squadra uzbeca del Tashkent; nel 1987, un bimotore 7-727 cadde in mare nella località peruviana di Ventanilla, vicino a Lima, con 53 persone a bordo. Solo il pilota riuscì a salvarsi. Tra le vittime anche 16 calciatori del Club Alianza di Lima; due anni dopo, nel 1989, un aereo della Compañia de Surinam si schiantò al momento dell’atterraggio a Paramaribo (Suriname). Morirono 176 persone, tra cui 15 calciatori olandesi originari dell’ex colonia; l’ultima tragedia prima di questa, consumatasi tra le montagne di Medellin, nel 1993: un velivolo delle Forze aeree dello Zambia diretto in Senegal precipitò nel mare, dopo aver fatto rifornimento a Libreville (in Gabon). Morirono 30 persone, tra cui tutti i membri della nazionale dello Zambia (18 giocatori e lo staff tecnico).

Nel disastro delle scorse ore, invece, hanno perso la vita 20 giornalisti, 8 dirigenti, 17 membri dello staff tecnico e 19 giocatori. Non c’è ancora una spiegazione alla tragedia. Si sospetta un guasto elettrico o l’esaurimento del carburante. O qualche ragione più complessa che sarà chiarita dalle due scatole nere ritrovate sul luogo dell’impatto. Finora l’unica certezza è il rifiuto alla richiesta di atterraggio del velivolo che trasportava la Chapecoense, che con la mancata esplosione dopo lo schianto, rafforzano l’ipotesi di esaurimento carburante. Ma è proprio l’assistente di volo scampata alla tragedia a rendere più intricata l’individuazione delle cause del disastro: Ximena Suarez, infatti, ha aggiunto che l’aereo aveva abbastanza carburante, ma il pilota aveva deciso di sbarazzarsi di esso per evitare esplosioni, al momento della collisione, anche se questa versione non è ancora stata ufficialmente confermata. Si prevede che nelle prossime ore, approfondimenti più accurati, possano chiarire cosa sia accaduto davvero. Ma gli occhi e il cuore di Ximena sono tornati a battere e sono la luce a cui aggrapparsi in queste storie di profonda oscurità.

 

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