Che il teatro avesse un effetto soporifero per i meno avvezzi alla recitazione dal vivo si sapeva già. Sarà capitato tante volte di vedere nelle sale facce quasi dormienti e pronte a schiacciare un pisolino. Bene, ora i detrattori di tale intrattenimento culturale, insieme agli amici esperti di Pirandello e Shakespeare potranno davvero dormire in teatro grazie agli sleep concert.

In Europa, il primo teatro a sperimentare questo format è stato il Donizzetti di Bergamo il 17 giugno. Nove ore di musica dal vivo per conciliare il sonno degli spettatori. Il biglietto di 38 euro ha incluso cuscino, lenzuola, ciabatte e calzini. Al mattino poi, colazione per tutti. In scena 8 artisti, provenienti da Russia e Stati Uniti, pronti con la loro musica  a far addormentare i duecento ospiti partecipanti. Un’ora ciascuno, da mezzanotte alle otto, per suonare una ninna nanna lirica ed elettronica a un pubblico giovane e composto per lo più da donne. 

Il titolo dello spettacolo, “La notte del campanello”, si è ispirato a una farsa poco conosciuta del compositore bergamasco Gaetano Donizetti, in cui il protagonista, per evitare che la sua amata si unisca al marito durante la prima notte di nozze, suona ogni ora il campanello della farmacia di cui è proprietario l’uomo, costretto a fornire medicinali. La performance è stata possibile grazie alla chiusura per i lavori di restauro, che ha svuotato la platea di tutte le poltrone. Un saluto, quindi, al simbolo culturale di una città che i cittadini sperano di rivedere aperto al più presto. Il mese dopo l’evento è stato replicato ad Amsterdam e potrà essere proposto in altre location.

Chi desidera un sonno ristoratore dovrà andare a teatro, perché negli sleep concert la musica permea le fasi del sonno innescando un processo onirico, anzitutto nei momenti di dormiveglia, quando i sensi e l’immaginazione sono più recettivi.

Veronica Otranto Godano

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