La vita continua, ma il cuore no. Per qualche attimo si ferma convinto di non poter resistere a tanto dolore. La fine di un amore è un’esperienza che genera un trauma, al pari di un evento luttuoso o, ad esempio, di un licenziamento. E’ l’idea della fine che spaventa, oltre che dire addio a colui/colei che credevate fosse insostituibile. Il mondo s’innamora ogni giorno e, al contempo, può accorgersi che quell’amore si è esaurito. Capita a qualsiasi età. Certo, siamo abituati al retaggio atavico del principe azzurro, dell’affermazione personale che passa dallo status genitoriale, della vita necessariamente in due: eppure non basta. L’amore che non riesce a rinnovarsi si conclude  e rinasce quando scopre nuovi orizzonti. 

Ma cosa succede quando un amore finisce? Accade che un bel giorno, si trovi un estraneo accanto, qualcuno con cui diventa faticoso guardare nella stessa direzione, distante anni luce dai pensieri del partner. Quattro anni, dieci, dodici, venti, non ha importanza, spesso i membri della coppia comprendono di essere cambiati nel tempo e di non riconoscersi più e, pertanto, di non riuscire ad affrontare una vita insieme.  Questo è un processo cognitivo che, talvolta, si allunga, giacché il bisogno d’amore è confuso con un sentimento reale provato nei confronti di quella persona, finendo, così, per scompigliare la propria sfera emozionale e giacendo in un limbo emotivo che può perdurare anche anni. Basterebbe, al contrario, porsi pochi interrogativi al fine di comprendere se l’amore c’è e, anzitutto, se si ha voglia di farlo durare. La teoria che gli opposti si attraggono poteva andare bene nell’ adolescenza, poiché sono i simili ad amarsi veramente. Sembra un concetto degno degli aforismi inseriti nei Baci Perugina, ma è così: sono davvero le anime speculari a entrare in connessione tra loro. Non si tratta di gusti culinari e sportivi identici, bensì di progetti comuni e d’intesa intellettuale. Perché vi amate? Vi stima il vostro compagno\a? Vi sostenete a vicenda? Siete sinceri, pazienti e premurosi? Siete disposti al compromesso? Ascoltate l’altro con interesse quando parla e provate il desiderio di trasmettere sicurezza? Semplici domande le quali possono indurre le persone a rimettere in discussione il loro rapporto. E’ fondamentale possedere l’onestà intellettuale per ammettere che magari si è lavorato male su una relazione.

In ogni caso, qualsiasi amore ha una qualche ripercussione sulle nostre vite. Una porzione minuscola di quell’ emozione continua ad aleggiare sempre in alcuni gesti e azioni quotidiane, altrimenti per quale motivo si amerebbe, se tutto è destinato a finire? Ma dopo una reale presa di coscienza – attraverso cui si prende atto di una coppia incapace di cambiare volto e generare amore- non si pensa più alla persona con malinconia e delusione, la si percepisce, invece, come un semplice individuo con cui un pezzo di strada è stato condiviso. Solo dopo un processo di rielaborazione emotiva e mentale, che conduce a un distacco, è possibile tornare a essere se stessi e riuscire nuovamente ad amare. Di sicuro in modo più consapevole, giacché l’amore è una comprensione profonda del fatto che l’altro vi completi, renda la vostra esistenza un cerchio perfetto. Un amore che insegna ad amare meglio e la quale apre prospettive che mai avreste ritenuto possibili.

Il sentimento dell’amore è cosa ben diversa dalla fase d’innamoramento che dura 12/18 mesi. Perché una volta terminate le sensazioni caratteristiche di questo primo periodo ossia passione incontenibile e adrenalina costante, che proiettano l’innamorato in un universo caleidoscopico, sarà necessario insistere e procedere per costruire l’amore vero, quello per la vita.

Veronica Otranto Godano