di Giovanni Grande– Prevalenza del settore servizi, scarso ricorso ai contratti a tempo indeterminato, richiesta inferiore alla media nazionale nei profili high skill. È quanto rilevato dall’indagine Excelsior, realizzata da Unioncamere e Anpal (Agenzia nazionale politiche attive sul lavoro), sulle previsioni occupazionali delle imprese private tra agosto e ottobre 2017 nella provincia di Salerno.

I programmi occupazionali delle imprese salernitane prevedono, in particolare, circa 15.990 nuovi posti di lavoro con assunzioni a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita) nel 75% dei casi. Predominante l’offerta dall’area produzione beni ed erogazione servizi (58%), seguita da logistica (13,6%) e commerciale (13,1%). Inferiore alla media nazionale (20%) la quota destinata a dirigenti, specialisti e tecnici (11%), le tre figure professionali più richieste (43% del totale) rientrano nella categoria operai specializzati e conduttori di impianti nell’industria alimentare, conduttori di mezzi di trasporto, personale non qualificato nei servizi di pulizia e di altri servizi alla persona. Medio basso il livello di istruzione (64% tra diploma scuola media superiore e qualifica o diploma professionale) rispetto all’8% di personale laureato. Previste in 16 casi su 100 difficoltà a reperire i profili desiderati, in particolar modo nei ruoli di progettisti e ingegneri (66,2%), operatori della cura estetica (54%), operai metalmeccanici (50,1%).

A livello nazionale la ricerca Excelsior prevede 875mila ricerche di personale pianificate (65.600 in Campania) con 135mila posizioni lavorative per le quali gli imprenditori ritengono più adatta la figura femminile (15,4% del totale, rispetto al 28,8% indirizzati agli uomini).  “Indipendentemente dal genere – sottolinea una nota della Camera di Commercio di Salerno –  maggiori opportunità di lavoro si troveranno in generale nel settore terziario in cui sono previste 613mila entrate (il 70% del totale) e, di queste, ben oltre la metà è diretta ai servizi alle persone (tra cui sanità, istruzione, servizi culturali), al commercio e a i servizi legati all’accoglienza e alla ristorazione”.

 

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