Siria: la più grande strage chimica di innocenti

La guerra dell’Isis continua a colpire tutto e tutti senza esclusione di colpi.

Nei secoli i moventi per le battaglie sono cambiati, dalla ricerca del Santo Graal e l’uccisione degli infedeli durante le Crociate, alle guerre mondiali. Si è ucciso per etnia, per religione, per costumi diversi, per fanatismo, anche se il comune denominatore resta il denaro.

L’ultimo obiettivo dei terroristi è stata la Siria dove pochi giorni fa si è compiuta una strage che non ha giustificazione, che non ha movente, che non ha credo.

La città di Iblid è stata massacrata da raid chimici, gas di una potenza unica che si sono abbattuti sui civili creando sgomento, paura e disperazione. A farne le spese sono stati i più piccoli e ce lo testimoniano le raccapriccianti immagini e i video che arrivano dal Medio-Oriente. Bambini agonizzanti, distesi per terra con gli occhi e la bocca spalancati. Bambini che piangono, che soffrono. Bambini ammassati uno sull’altro, morti davanti agli occhi di qualche parente sopravvissuto. Bambini soli, schiavi di un sistema che li sta schiacciando, che gli ha rubato il futuro. Bambini vittima di Assad o dell’Isis, vittime di una guerra tra potenti che non dovrebbe appartenergli. Secondo l’Onu, questa è la più grande strage chimica dal 2013 e il numero delle vittime e dei danni provocati è terrificante.

Non riescono ad arrivare gli aiuti in Siria e si continuano a bombardare ferocemente gli ospedali della zona, l’unica speranza per i civili. Manca tutto laggiù, mancano le medicine, mancano i medici, mancano i soldi, manca la speranza. Forse i grandi pensatori o filosofi si staranno chiedendo dove sta Dio in tutto ciò ma non c’è tempo per pensare, non c’è tempo per le domande perché l’abominio contro l’umanità che si sta compiendo dovrebbe spingere l’uomo moderno alla politica dell’agire, a meno che non sia proprio questo uomo a finanziare lo scempio a cui si assiste.

 Valentina Paluccio

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