gigiorosaGigio Rosa, speaker di Radio Marte, conduttore su Tv Luna, showman e presentatore, art director ed organizzatore di eventi commerciali.

Gli abbiamo chiesto di raccontarci come è cambiata la professionalità dello speaker radiofonico con Facebook, Twitter e altri social.

Spesso ci si lamenta di come nel mondo dell’intrattenimento ci sia poco ricambio generazionale e quindi poco spazio per idee nuove. Ben vengano iniziative che puntano anche sul web per scovare nuovi talenti. Non pensi che in Italia si possa e si debba fare di più?

Oggi lo speaker radiofonico non è più inteso come lo concepivamo anni fa. Oggi parliamo di intrattenitori, conduttori, radio personalities, e questo perché il mondo della comunicazione è cambiato, si è evoluto, si è ramificato rendendo necessarie nuove figure. Prima lo speaker era sostanzialmente, quello che annunciava i brani, che parlava tra una canzone e l’altra. Oggi, i programmi radiofonici più ascoltati d’Italia, quasi non hanno musica, basandosi interamente su varie forme di intrattenimento e conduzione tematiche. Questa trasformazione, ha reso “radiofonici” anche personaggi senza per forza una gavetta, anche senza background prettamente radiofonico, rendendo “paradossalmente” più semplice far parte di un palinsesto. Oggi conta avere una buona idea ed una personalità spiccata, forte abbastanza da portare avanti l’idea stessa ed riuscire ad incuriosire col proprio personaggio. Ma non possiamo prescindere dal fatto che oggi la radio, pur restando tra i media, quello più versatile (e per questo unico), è parte del fornito gruppo di mass media di cui il mondo si serve. I cosiddetti youtubers, sono personaggi diventati famosi grazie al web, così come miriadi di artisti devono tanto ai talent televisivi, e grazie alla loro personalità, potrebbero presto diventare anche conduttori radiofonici. Quello che in pratica voglio dire, è che oggi è molto più semplice avvicinarsi al mondo della radio, ma bisogna desiderare la comunicazione, essere un po’ egocentrici e folli, sforzarsi di essere unici, e questo i ragazzi sembra non l’abbiano ancora compreso appieno.”

Indispensabile per gli aspiranti deejay conoscere bene la lingua inglese. Tu hai spesso il piacere di ospitare e intervistare grandi nomi della musica italiana e internazionale. Chi trovi particolarmente interessante sui social e perché?

Ormai la comunicazione dei personaggi famosi è gestita da veri e propri uffici che operano perfettamente tra social e fonti di informazione, per cui è una gara a chi si serve di quelli più performanti. Provate a vedere come la Regina Elisabetta d’Inghilterra usa i social: perfetta!

Ecco, veniamo alla tua esperienza diretta. Ti sei iscritto su Facebook e su Twitter da molto tempo: quali sono state le maggiori difficoltà?

Gestisco personalmente ogni mia presenza sui social, con errori e soddisfazioni, e creo un mio account non appena i portali cominciano ad essere ben frequentati. Sono su Facebook da anni ed anni, come su Twitter. Ultimamente sto postando un po’ di più su Instagram, avendo compreso in colpevole ritardo, il meccanismo degli ashtag.

Spiegaci meglio: cosa rende facebook e twitter i tuoi social network preferiti?

Il mio preferito non esiste ancora: ognuno ha un senso, e se si riuscisse ad unificarli, potrebbe essere la perfezione. Le dirette facebook sono una grande idea, ma bisogna saperle utilizzare.”

Nella vita ma anche in radio. Chi ti ascolta apprezza la tua semplicità, empatia e autoironia, doti non da poco anche per avere successo sui social. Che consigli daresti a quei personaggi noti che vivono gli attacchi dei troll così male da meditare o decidere di chiudere bottega?

La cosa più difficile da imparare è il silenzio. Se replichi a tutte le critiche o a tutti quelli che non sono d’accordo con te, i tuoi profili diventano un parlamento. Un po’ di sana pazienza e moderazione di commenti e post esterni.

Effettivamente soprattutto su Twitter attaccare i vip sembra essere diventato uno sport nazionale, quasi un pungiball su cui sfogare le proprie frustrazioni…

Qualcuno diceva che internet è la vera democrazia: sono d’accordo, ma purtroppo ci trovi tutto e il contrario di tutto. La vita reale resta fondamentale affinchè la rete abbia senso e diventi utile. Non credo alla virtualità fine a sè stessa. Anche attaccare i vip, o schierarsi, fa parte della libertà della rete, ma se poi non viene applicata, non serve a nulla. Un esempio: postiamo commenti al vetriolo, attacchiamo e protestiamo, a volte offendiamo con veemenza, tutto comodamente dal nostro divano. Allora ha ragione Rocco Hunt quando dice “e mò chi ‘a fa ‘a rivoluzion?”.

 

 

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