Di Cristina Mariano

Albert Einstein in tempi non recenti aveva detto una cosa molto saggia: ”Due cose sono infinite, l’Universo e la stupidità”. Senza dilungarmi e senza specificare che secondo alcuni studi l’universo sia finito, è bene soffermarsi sulla stupidità.

225421046-d9b7c1db-df52-4c94-bfd2-8269540a6669Stupidità. Stupidità mista ad ignoranza. Suona forte, ma è il solo modo in cui si possono definire i continui insulti ed intonazioni corali in onore del Vesuvio. Non è più una questione di napoletani. È diventata, ormai, una questione della Campania: circa un mese fa toccò ai tifosi della Juve Stabia essere accolti con questi cori, poi poche settimane fa toccò a quelli dell’Avellino e lunedì, infine, a quelli della Casertana ospitati GENTILMENTE allo Zaccheria di Foggia, ed accolti con una navetta distrutta proprio da alcuni tifosi/ultras rossoneri. Stupidità, ignoranza ed imitazione.

La stupidità è semplicemente il gesto di inneggiare alla morte di milioni di persone sol perché rivali in questione di calcio. L’ignoranza è perché non si conosce neanche il territorio: Caserta ed Avellino non rientrano, come erroneamente e sovente si creda, nel territorio vesuviano. Imitazione, perché la moda è iniziata in Serie A, come chi segue il calcio sa, nei confronti dei napoletani per poi espandersi, sempre per moda sugli spalti delle altre categorie inferiori. Ipocrisia! Non si può non sottolineare neanche questo aspetto. Sono passate due settimane, quasi tre, dalla strage di Parigi ed ancora su molti profili Facebook sono presenti foto con il tricolore francese. Ancora sono presenti striscioni in onore delle vittime e in segno di solidarietà al popolo francese. Sono passate due settimane, pardon, una settimana dall’intonazione della Marsigliese su tutti i campi di calcio italiani. Ed è passato lo stesso tempo da quanto l’INTERO STADIO intonava le note, o per chi li conosce, i versi dell’Inno Nazionale Francese proprio per esprimere davanti al mondo intero la nostra BENEVOLA, nonché IPOCRITA, solidarietà verso un popolo che non ha mai espresso simpatia nei confronti degli italiani, e nei confronti del quale gli italiani non hanno mai speso belle parole se non in occasioni di queste deprecabili stragi. Il punto della questione, però non è quanto ci si ami con i francesi, ma è un altro. L’ipocrisia, appunto, degli italiani che dimostrano la loro solidarietà verso gli stranieri e che al tempo stesso, a distanza di pochi minuti, pochi giorni poche settimane, si augurano una crudele morte, con beceri cori, verso i connazionali. Bisogna sottolineare la stupidità ed al tempo stesso l’ignoranza nel fare ciò. Non sempre chi canta questi cori sa realmente il significato, o quanto meno lo considera uno scherzo! Ormai non si è più in grado di valutare i confini tra uno scherzo, di uno sfottò, e la crudeltà, il razzismo verso popoli appartenenti allo stesso Stato. Inutile nascondersi dietro la Lega, dietro la divisione politica e sociale dell’Italia. Anche perché sono pochi coloro che sanno queste cose. La cosa ancor peggiore è quando poi i cori provengono da altri cittadini del Sud Italia, che se proprio si vuol mettere i puntini sulle “I” sono figli dello stesso Regno, sono figli dello stesso popolo.

Voglio tralasciare, però, le questioni etiche e morali ed invitare a far riflettere su quanto la civiltà umana sia caduta in basso e di quanto sguazzi nella pochezza e nell’imitazione di soggetti che, dal canto loro, sguazzano nella frustrazione, nell’odio e nell’ignoranza!

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