Mimmo Volpe
Mimmo Volpe

Mimmo Volpe, sindaco di Bellizzi e consigliere della provincia di Salerno interviene sulla lettera del presidente Canfora indirizzata al premier Matteo Renzi sui tagli imposti alla provincia di Salerno e all’imposizione contributiva ritenuti eccessivi. “Sosteniamo il presidente Canfora e condividiamo il contenuto del suo messaggio in merito allo sfascio economico in cui versano le province italiane, intese come enti. Quella di Salerno ha contribuito con 22 milioni di euro al risanamento della finanza centrale. Ci riesce impossibile far funzionare anche i servizi essenziali e per questo abbiamo chiesto aiuto al premier affinchè ci aiuti ad uscire da questo stato di disastro economico ma anche funzionale perchè abbiamo delle strade che ormai non ricevono manutenzione dai 5 anni precedenti. Stiamo facendo miracoli per garantire un minimo di sicurezza stradale ma è diventato impossibile! Credo che sulla lettera del presidente Canfora ci sarà un ordine del giorno ad hoc, ma in sostanza è un grido di allarme e di preoccupazione perchè i consiglieri provinciali stanno in trincea, sono degli eroi, ma alla fine non possono, oltre metterci la faccia, il tempo libero, la passione il rischio della responsabilità di un ente che noi non riusciamo a far funzionare nei minimi servizi essenziali. In riferimento ai dati numerici riportati nella lettera, c’è un margine di manovra perchè dobbiamo verificare se riusciamo a generare maggiori entrate, attraverso una cartolarizzazione degli immobili, ad esempio, per cercare di salvare più che altro la dignità dei lavoratori, dei funzionari, dei dirigenti della provincia che ad oggi fanno i salti mortali. Il nostro obiettivo è un bilancio in equilibrio, perchè oggi il bilancio si fa per cassa, non per previsione. Sono convito che Matteo Renzi risponderà a Canfora, ma il problema è che il presidente del consiglio ha chiesto un sacrificio a tutti, non dimentichiamo che siamo a ridosso di una riforma importante, e quindi messo di fronte alla logica dei numeri e dei servizi da dare è innegabile che qualche risposta non possa esserci. Questa situazione riguarda tutte le province, gli enti locali è noto che sono in una sofferenza economica, perchè c’è da risanare un bilancio dello stato che è enorme, quindi è chiaro che ognuno fa la sua parte. Però, in questo contesto preferiremmo che si rispetti un parametro perequativo, in rapporto alla regione che è la seconda d’Italia, e alla provincia di Salerno, seconda d’Italia per estensione con 1 milione e 200mila abitanti, perchè le città metropolitane sono da un lato avvantaggiate, ma le province che ad oggi hanno una funzione diversa dopo l’ultima modifica, è chiaro che siamo in una fase di transizione perchè si aspetta il referendum costituzionale per poi definire le nuove province che prenderanno il nome di “organismi di area vasta”. Infine non dimentichiamo che le eventuali ripercussioni potrebbero abbattersi anche sulle società partecipate della provincia perchè c’è un parametro di spesa ormai insostenibile.”

Marcello D’Ambrosio