Pompei, cambia la data grazie alla scoperta di un’iscrizione

La storia continua a sorprenderci senza sosta, questa volta la novità arriva, con dirompenza e ammirazione degli amanti del genere, dall’Italia e più precisamente da Pompei dove si è scoperta che un’iscrizione cambia la data di un’eruzione. Questa è avvenuta il 27 ottobre del 79 a.C.

Oltre a questa iscrizione è emerso dagli scavi anche un mosaico e dei graffiti, indice di una civiltà superiore che continua ad essere un’enorme fucina di bellezza. Ovviamente la nuova datazione dell’eruzione del Vesuvio è da verificare quindi la distruzione di Pompei potrebbe portare questa data. Il direttore generale Massimo Osanna ha dichiarato: “E’ un pezzo straordinario di Pompei datare finalmente in maniere sicura l’eruzione. Già nell’800 un calco di un ramo che fa le bacche in autunno aveva fatto riflettere, oltre al rinvenimento di melograni e di bracieri”.

Questi lavori fino ad ora sono stati eseguiti sotto la direzione del Grande Progetto Pompei. Precisamente l’iscrizione è stata fatta a carboncino durante un momento di vita quotidiana ed è proprio l’uso di questo materiale ne è la prova e attesta anche la data in ottobre e non agosto. La casa che ospita la data doveva essere in fase di ristrutturazione e questo perché le stanze vicino appaiono decorate mentre quella della data presenta solo l’intonaco. L’atrio e il corridoio d’ingresso riportano molti graffiti di varia natura che saranno tutti sottoposti a studi. Di certo la data risale almeno a una settimana prima dell’eruzione poiché appunto il carboncino non sarebbe durato intatto.

Tornato a Pompei, il ministro Bonisoli ha definito l’iscrizione: “una scoperta straordinaria. Può darsi che un amanuense si sia sbagliato e abbia fatto una trascrizione non fedele. Oggi un pochino, con molta umiltà, ma forse stiamo riscrivendo i libri di storia perché stiamo datando l’eruzione nella seconda metà di ottobre”.

 

Valentina Paluccio

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