Via Matteotti

NOCERA INFERIORE. Peccato! Non si può usare altra espressione, quando devi restituire una somma pari a 35.000 euro, che ti era stata tra l’altro concessa senza nulla in cambio. E’ il destino toccato all’amministrazione del sindaco Manlio Torquato che, per volontà non sua, ha predisposto giorni fa la restituzione di quei soldi alla Regione Campania. In realtà, Palazzo Santa Lucia li aveva già chiesti due volte, la prima nel 2012 e la seconda, con un sollecito, nel 2014. Per cosa erano stati stanziati quei fondi? Per “Nocera Città Sicura“, un progetto datato 2009 incentrato sulla sicurezza urbana. Peccato che lo stesso non sia mai andato in porto e nessuno sa, o vuole, spiegarne il perchè. I bene informati dicono che le responsabilità sarebbero da attribuire al dirigente dell’epoca della polizia municipale, Giancarlo Correale. Altri invece, danno la colpa agli uffici, per non aver rendicontato in tempo utile quelle spese e quindi per non aver presentato correttamente il progetto che poi si sarebbe dovuto realizzare.

A spiegare in cosa consistesse tuttavia, ci pensò l’attuale assessore all’urbanistica Ciro Amato, che durante un question time, illustrò le caratteristiche di “Nocera Città Sicura” al consigliere del Pd, Massimo Petrosino. Amato, che non disdegnò di lanciare una frecciatina all’esponente dem – “Ha posto all’attenzione un argomento che appartiene alla preistoria e che forse lui doveva conoscere un pò meglio” – specificò che l’amministrazione “aveva dei soldi che la Regione Campania aveva portato su un piatto d’argento ma li ha lasciati lì, facendoli tornare indietro“. Cosa si è scoperto? Che di progetti “Nocera Città Sicura” ne sarebbero esistiti addirittura due. Il primo prevedeva, con un cofinanziamento del Comune, la formazione di una Consulta, campagne formative ed informative, la creazione di servizi, convegni, l’implementazione di una sala Operativa, un seminario di studio, azioni a favore degli anziani, Protezione Civile, interventi di riqualificazione dei Quartieri e attività musicali e di animazione. Purtroppo, a detta di Amato, gli uffici non sono mai riusciti a ricostruire tutte le spese, insieme alle “azioni messe in campo dal comando dei vigili urbani“. Lacune che costarono appunto il beneficio di poter utilizzare quei fondi regionali.

Il secondo progetto invece, datato 2009, prevedeva l’acquisto di attrezzature per la videosorveglianza, insieme ad alcune attività di carattere promozionale come “interventi di ristrutturazione, campi di bocce, riqualificazione campetti di calcetto, formazione del personale dipendente dell’ente” e persino un “videogioco” da distribuire. A riguardo, il giudizio di Amato fu perentorio: “Con una procedura più snella e semplificata, si sarebbe potuto consentire all’amministrazione di trovarsi con 7-8 telecamere in più e qualche carta o illusione in meno“. Una situazione che fu gestita – per l’attuale assessore – in maniera “discutibile” e dalla quale fu valutata “la capacità gestionale da parte del dirigente dell’epoca e della struttura, di mettere su tutte le altre azioni complementari previste in questo piccolo libro dei sogni“. Una riflessione che, allora come ieri, spiega in definitiva il perchè il Comune ha dovuto rinunciare a quell’opportunità, in termini economici, offerta all’epoca dalla Regione Campania.

di Nicola Sorrentino