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NOCERA INFERIORE. Non capisce cosa vuol dire triage e prende a schiaffi un medico. Qualcuno, nell’apprendere dell’ennesima rissa o aggressione al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, parlerebbe di normale routine. Eppure stavolta, non centrerebbe l’esubero di lavoro o la carenza di personale, ma un semplice disguido che si è trasformato, purtroppo, in aggressione e poi in danneggiamento. L’episodio risale allo scorso venerdì: una paziente arriva al pronto soccorso per una visita. Deve attendere il su turno e decide, quindi, di accomodarsi nella sala che precede il corridoio interno. Passano diversi minuti e la stessa comincia a spazientirsi. Il suo è un codice bianco, quindi deve necessariamente aspettare che vengano valutati casi più urgenti del suo.

Probabilmente però, vedendo le persone passargli davanti, fa scattare in lei qualcosa. Da lì, la protesta piuttosto accesa contro un medico chirurgo, che le spiega che deve rispettare le priorità che i medici danno ai singoli casi ospedalieri. La donna, piuttosto nervosa, non se lo fa ripetere due volte e aggredisce il medico. Prima la afferra per i capelli, poi le molla due schiaffoni. Non contenta, distrugge un computer presente su di una scrivania e tenta di sollevare la stessa, forse per scagliarla contro il medico. Una vera e propria furia, che viene fortunamente placata dall’intervento di alcuni dei presenti e dalla polizia di stato. Gli agenti, chiamati su sollecito telefonico, bloccano la 27enne di Pagani, per denunciarla in stato di libertà per i reati di danneggiamento di impianti di pubblica utilità. Nella colluttazione infatti, la paziente ha distrutto anche alcune vetrate del pronto soccorso e diversi suppellettili della struttura ospedaliera.

Dopo aver allontanato la paziente, presso il pronto soccorso è tornata in pochi minuti la normalità. Dove però, la parola “normalità” – commenta un infermiere – equivale ad essersi oramai abituati a turni di lavoro decisamente più impegnativi rispetto a qualche anno fa (causa la chiusura dell’ospedale Mauro Scarlato di Scafati), insieme ad un esubero di pazienti che viene gestito “necessariamente” con turni di straordinario. E dove la rissa, che sia per un’attesa o per un disguido, non quasi viene più presa in considerazione.

di Nicola Sorrentino