La delibera 167 protagonista del Consiglio comunale dello scorso venerdì 20 ottobre 2017. Cosa è accaduto in aula.

Si attendeva forse un più acceso dibattito, una difesa più strenua, qualche risposta più esaustiva. Invece, ‘tanto tuonò che non piovve’. L’atto al centro dell’inchiesta dell’Antimafia dallo scorso luglio ed approdato in giunta convocata venerdì 20 ottobre, è ancora nel limbo, in attesa di ulteriori chiarimenti e decisioni. Parliamo della delibera n. 167 approvata dalla giunta dell’Amministrazione Torquato il 16 maggio di quest’anno, tuttora al centro della vicenda sullo scambio elettorale politico-mafioso che qualche mese fa, a seguito delle Amministrative del giugno 2017 a Nocera Inferiore, ha causato nel comune dell’Agro un terremoto politico, portando alle dimissioni il consigliere di maggioranza Nicola Maisto, eletto nella lista “Uniti per Torquato” perché accusato di corruzione elettorale e all’arresto di altri tre indagati.

Lo scorso venerdì, su sollecitazione dei consiglieri di minoranza Vincenzo Spinelli (M5S) e  Tonia Lanzetta (lista civica), è stata convocata una seduta consiliare ad hoc, in cui il Sindaco è stato chiamato a dare risposte alla interrogazione (http://www.leggionline.info/scambio-politico-elettorale-nocera-la-delibera-167-al-centro-del-prossimo-consiglio/) e alla interpellanza presentate rispettivamente dai consiglieri Spinelli e Lanzetta, sulle motivazioni sottese alla approvazione in giunta, il 16 maggio 2017 della delibera n. 167. Ricordiamo che la delibera in parola prevede l’avvio dell’iter amministrativo per arrivare ad una modifica del Puc necessaria per poter realizzare una casa famiglia presso la Parrocchia di San Giuseppe a Montevescovado.

Il CASO POLITICO-GIUDIZIARIO – Ebbene, in occasione delle Amministrative del giugno 2017 a Nocera Inferiore, il boss Luigi Pignataro, detto ‘Zio Antonio’ (affiliato alla NCO di Raffaele Cutolo, condannato alla pena detentiva per omicidio volontario aggravato, associazione a delinquere di stampo mafioso, nonché per l’omicidio della dodicenne Simonetta Lamberti, figlia dell’allora Procuratore della Repubblica di Sala Consilina, avvenuto nel 1982) si sarebbe accordato con il consigliere Carlo Bianco (eletto nella lista “Riformisti per Nocera”), promettendogli voti attraverso “la sua forza di intimidazione”, “in cambio della erogazione della utilità”, rappresentata dal cambio di destinazione d’uso di un fondo ubicato nei pressi della diocesi di Nocera Inferiore, sul quale doveva essere realizzato un edificio da destinare alla mensa Caritas. A tal fine ci sarebbe stato l’interessamento diretto dello stesso Pignataro, di Ciro Eboli (candidato per il centrodestra) e di Antonio Cesarano (ex assessore del Comune di Nocera Inferiore). Secondo la Dda, questi ultimi dovevano fare da tramite tra il consigliere comunale Bianco e Pignataro, che era ai domiciliari e che avrebbe orchestrato il tutto dal balcone di casa sua. E così, il 16 maggio 2017, poco prima delle elezioni del nuovo consiglio comunale, la giunta ha approvato la delibera 167, per il cambio di destinazione d’uso del terreno, come corrispettivo della quale Bianco, secondo la Dda, avrebbe ottenuto la promessa di un pacchetto di 100 voti candidandosi nella lista “Moderati per Torquato”. Tuttavia, Bianco non sarà poi eletto consigliere nella nuova Amministrazione Torquato.

A circa tre mesi di distanza dallo ‘scoppio del caso’, la vicenda è approdata in Consiglio comunale, dove la minoranza è determinata a fare chiarezza sui motivi che hanno portato all’approvazione della delibera e sull’iter seguito. Il consiglio comunale dello scorso 20 ottobre, non ha tuttavia reso soddisfatti i consiglieri Spinelli e Lanzetta.

La risposta del Sindaco, che è stata unica sia per l’interrogazione che per l’interpellanza “in quanto a suo dire “sovrapponibili”, ha giustificato l’approvazione dell’atto in giunta quale atto di indirizzo politico e non esecutivo, spiegando come esso fosse stato approvato regolarmente e per i motivi sottesi ad esso, ovvero la realizzazione di una casa famiglia, aggiungendo di prevederne tuttavia la sospensione con metodi da verificare. Sospensione che giuridicamente non cancella gli effetti di un atto già prodotti – ha fatto notare Tonia Lanzetta, riservandosi di presentare pertanto una mozione.

Come ha sottolineato il consigliere Spinelli, “la delibera è stata solamente messa in un freezer per poi essere scongelata nel futuro. In alternativa la variante al puc sorta con questa delibera, la si poteva portare in Consiglio Comunale e noi consiglieri la avremmo votata assumendoci la responsabilità e le conseguenze  del nostro voto oltre che la paternità”. Secondo Spinelli, la delibera andava pertanto revocata o annullata, in modo da cancellare definitivamente tutte le sue conseguenze. Infatti, sebbene dall’inchiesta non siano emersi fatti rilevanti penalmente, lo sono da un punto di vista civile e amministrativo: innanzitutto – spiega Spinelli – chi ha chiesto il cambio di destinazione urbanistica dei terreni non ne era proprietario, circostanza verificata dallo stesso a seguito di visure catastali. Dunque, per Spinelli la legittimazione da parte di chi ha chiesto di costruire non c’era, in quanto Don Alfonso Santaniello (il parroco della parrocchia di San Giuseppe, anch’egli sotto inchiesta) non era proprietario del fondo. “Inoltre – aggiunge – nella relazione dell’ufficio tecnico compare anche una particella catastale già soppressa parecchi anni fa. Dall’inchiesta giudiziaria, peraltro, è emerso che qualcuno aveva un interesse ad avere questa delibera, interesse sicuramente morboso oltre che perverso in termini politici”.

Il consiglio comunale del 20 ottobre rappresenta il primo step di un più lungo percorso che sembra veder risoluti e combattivi i consiglieri della minoranza nel far luce sulla vicenda politica.

Simona Borzi

 

 

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