PD

NOCERA INFERIORE. In politica cambiare idea è perfettamente normale. Eppure, è proprio intorno a questo semplice concetto che si sta consumando il “dramma” del Pd a Nocera Inferiore. Un partito spaccato in più parti, dove a fare da padrone sono sentimenti come il rancore e l’invidia, piuttosto che principi di unità e coesione. Esempio perfetto è quello avvenuto nella giornata di oggi, 27 gennaio, quando il gruppo consiliare del Pd (Antonio Iannello, Enrico Esposito e Massimo Petrosino), insieme al portavoce Vincenzo Petrosino, non ha soltanto diramato un comunicato stampa di solidarietà verso l’ex sindaco Antonio Romano. Quest’ultimo, impossibilitato a tesserarsi secondo statuto. La nota inviata ai quotidiani rappresenta molto di più. E cioè, una posizione nettamente avversa non solo nei riguardi della Commissione di Garanzia provinciale, ma anche nei confronti della dirigenza salernitana del PD.

La Commissione, qualche giorno fa, aveva riferito che Antonio Romano non avrebbe potuto tesserarsi con il Pd. La stessa, non entrando nel merito, ha applicato l’articolo 2 comma 9 dello Statuto, che recita: “Non è consentito il rilascio della tessera a persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altre formazioni politiche all’interno di organi istituzionali elettivi“. In questo caso, Romano paga l’essere fuoriuscito dal Pd, quando era ancora consigliere provinciale, passando prima nel gruppo Misto e poi in quello dell’Api, avverso ovviamente ai dem. In sostanza, un automatismo, che però per i quattro firmatari della nota stampa, dovrebbe valere anche per altri: “Ci sorprendiamo per la celerità e le modalità della decisione “ad personam”, che non ricordiamo aver dimostrato la stessa sensibilità per altri casi“.

La seconda riflessione invece i quattro l’hanno dedicata alla segreteria provinciale. E i toni, anche questa volta, sono critici. Quasi a volersi smarcare: “Ci sorprende, ancor di più, purtroppo, “il dover prendere atto dell’ inutilità” delle interlocuzioni intercorse con i Dirigenti Provinciali ai quali, credevamo aver chiarito i contorni dell’impegno e del contributo sollecitato ad Antonio Romano“. Una riflessione che sembrerebbe essere indirizzata al segretario provinciale del Pd, Nicola Landolfi, che proprio su queste pagine dichiarò – a proposito di ritorni illustri – l’importanza dell’unanimità del coordinamento cittadino del Pd a Nocera Inferiore. Il quale, proprio sul punto, espresse a maggioranza una netta perplessità sull’opportunità o meno di far tesserare l’ex sindaco Romano.

Il documento di questa mattina ricordava “l’impegno ad offrire un proprio contributo sollecitato all’ex sindaco da parte di un nutrito gruppo di amici iscritti e dirigenti del Pd, convinti – a differenza di altri – che se è vero, come diceva qualcuno che “la politica non si fa con i sentimenti, figuriamoci con i risentimenti” tanto meno si può fare con i rancori“. Dove, ovviamente, il riferimento non è all’autore della riflessione (Pietro Nenni) ma a Salvatore Forte, altro dirigente Pd, oggi interno alla mozione #Cambiamenti (opposta a quella di “Insieme Per“) che ha spesso sottolineato questa “massima” sulla propria bacheca Facebook. Un riferimento, tra i tanti, che evidenzia oramai una tensione sempre più opprimente all’interno del circolo nocerino. La nota si chiude con un augurio: “Siamo certi che Antonio (l’ex sindaco, ndr) avrà la forza di superare la comprensibile amarezza personale per continuare ad offrire il suo prezioso contributo di esperienza politica e amministrativa ed arricchire la nostra azione. Non occorre un’iscrizione per poterlo fare“.

IL DOCUMENTO DEL 2011 E LA STORIA CHE CAMBIA

Ed è proprio a tal proposito, che non può non tornare alla memoria quel famoso documento politico che recava la firma di tanti iscritti, candidati e componenti del direttivo del Pd. Sottoscritto il 7 giugno del 2011, tra i firmatari vi erano anche loro: Enrico Esposito, Antonio Iannello e Vincenzo Petrosino. Gli stessi che oggi esprimono solidarietà ad Antonio Romano, quattro anni fa ne chiedevano “l’allontanamento“.

Questi alcuni dei passaggi di quel documento, scritto nel momento in cui la lista di Movimento Democratico prendeva le distanze dal candidato sindaco del Pd, Felice Ianniello.

Romano, a cui era stato chiesto di guidare la lista del Pd, non ha dato alcun contributo nè alla costruzione della lista del partito nè a quella della coalizione, pur essendo stato invitato a farlo. L’ex sindaco, sottraendosi al ruolo di leader, per il quale tutti avevamo lavorato, si è segnalato per un intervento pubblico, in apertura di campagna elettorale, strumentale ed offensivo nei confronti di quanti lo hanno sempre sostenuto con lealtà, nel quale ha, nei fatti, marcato le distanze dal Pd nocerino. Contemporaneamente, si è dichiarato l’ispiratore di una lista civica che doveva essere a sostegno di Felice Ianniello e che, però, a pochi giorni dalla presentazione ufficiale, si dissolveva (ammesso che ci fosse mai stata). Tutto questo non è accettabile“.

Riteniamo, perciò, che chi, durante tutto questo periodo, non si è dimostrato più credibile e affidabile, debba compiere un atto di dignità, dimettendosi dal ruolo per il quale tutto il Partito, locale e provinciale, si è speso: quello di Consigliere provinciale

Al partito provinciale, chiediamo, inoltre, di assumere le determinazioni necessarie affinchè questi comportamenti, lesivi per la crescita e lo sviluppo del Partito, siano sanzionati

Toni durissimi, oggi del tutto scomparsi. In vista del congresso cittadino, la strada che il Pd dovrà seguire per raggiungere quell’unità utile ad eleggere un segretario condiviso da tutti, sembra essere ancora lunga e impervia.

di Nicola Sorrentino