Nobel per la pace a Nadia Murad, la voce delle schiave dell’Isis

Ha vinto il Premio Nobel per la pace 2018 Nadia Murad, la donna che ha chiesto giustizia per le 6.500 vittime della comunità yazida in Iraq strappate alla loro terra e alle loro famiglie per diventare schiave dell’Isis e sopportare torture e violenze indicibili. L’attivista ha ricevuto il premio insieme al medico Denis Mukwege che si è battuto per mettere fine agli abusi di guerra.

La Murad è una ragazza di soli 25 anni, yazida che sulla sua pelle ha provato l’orrore perché nel 2014 è stata rapita ed è diventata schiava, comprata e venduta dai combattenti dello Stato Islamico, solo a novembre dello stesso anno è riuscita a scappare da quell’inferno e oggi è un simbolo di lotta e libertà, donna giovane e coraggiosa, un monumento dei diritti dell’uomo.

Il Time l’ha inserita tra le 100 persone più influenti del mondo anche perché Nadia nonostante le tante violenze subite, tra cui anche quelle psicologiche, ha deciso di parlare e scrivere un libro in cui racconta tutto senza filtri. Lei, studentessa giovane e piena di sogni, ha visto ha visto morire uccisi i suoi fratelli e sua madre, uccisa perché troppo vecchia per essere schiavizzata mentre Nadia con altre ragazze sono state portate a Mosul e usate come oggetti sessuali. Riuscita a scappare, si è rifugiata in un campo profughi in Iraq e poi è emigrata in Germania grazie a un’associazione che aiuta le vittime sopravvissute all’Isis.

Nadia ha portato alla luce della comunità internazionale i crimini dei miliziani dell’Isis, ha parlato di “genocidio” al Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite e con forza ha parlato di vittime per le quali non è stato fatto abbastanza. Durante la sua premiazione ad Oslo ha detto: “Uniamo le nostre voci insieme e diciamo NO alla violenza, Si alla pace, No alla schiavitù, Si alla libertà”.

 

Valentina Paluccio

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