Morto Sergio Marchionne, un uomo capace di guardare al futuro

Si è spento all’età di 66 anni, Sergio Marchionne, che si trovava in Svizzera, a Zurigo per un intervento alla spalla. Non si sono fatte attendere le considerazioni di John Elkann che dice: “E’ accaduto purtroppo quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore” e ancora “Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto a siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler. Rinnovo l’invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio”.

Ex amministratore di Fiat Chrysler Automobiles, aveva pianificato tutto e si era ritirato per pochi giorni per essere operato alla spalla destra. In realtà dall’ospedale universitario di Zurigo non è mai tornato. Chi l’aveva visto negli ultimi giorni ha parlato di un Marchionne molto affaticato che nonostante tutto non è voluto mancare in un’occasione per lui, figlio di carabiniere, molto importante: la presentazione della Jeep dell’Arma.

Lui, imprenditore casual con il maglioncino e camicia, era approdato alla Fca nel 2003 nel ruolo di consigliere d’amministrazione ed era arrivato in un momento di perdita della società. Risolutivo il suo modo di trattare con le banche sulla questione debiti e positiva la fusione nel 2009 tra la Fiat e la casa americana Chrysler che ha nuovamente salvato il gruppo italiano dalla bancarotta. Le sue lotte negli ultimi anni hanno riguardato la Cgil e la sua volontà di abolire gli scioperi sindacali.

Ha intrecciato rapporti con i grandi della Terra, da Obama Trump, da Berlusconi a Renzi, da Niki Lauda a Papa Ratzinger.

Valentina Paluccio

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