A fine marzo la Camera ha approvato una legge che ridisegna il volto dell’immigrazione stabilendo nuove procedure gestionali in merito ai minori stranieri non accompagnati. Si tratta della prima norma in Europa a regolare le procedure per l’identificazione e per l’accertamento dell’età dei minori migranti, il loro affidamento e l’accesso alle cure e all’istruzione. 

Secondo Save The Children, dall’inizio del 2017 i minori giunti in Italia sarebbero 3.360, di cui tremila non accompagnati; dato, tuttavia messo in discussione dall’Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’immigrazione), poiché non considera chi arriva via terra e chi si dichiara maggiorenne senza esserlo al momento dello sbarco. Che cosa prevede la legge?

  • Un provvedimento di attribuzione dell’età che sarà notificato sia al minore sia al tutore provvisorio, assicurando dunque anche la possibilità di ricorso. E’ assicurata inoltre la presenza di mediatori culturali per tutto il processo.
  • La cartella sociale del minore da inviare ai servizi sociali del Comune di destinazione e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minori. Il sistema di prima accoglienza, inoltre, dedicato ai minori sarà integrato con quello della protezione per i richiedenti asilo e i minori non accompagnati (Sprar).
  • Ci saranno solo due tipi di permessi di soggiorno: il permesso di soggiorno per minore età e quello per motivi familiari. Il minore, poi, potrà richiedere il permesso di soggiorno direttamente alla questura competente, anche in assenza della nomina del tutore. Saranno consentite indagini sulla famiglia del minore da parte delle autorità competenti e in materia di rimpatrio assistito, d’ora in poi, l’organo competente sarà il Tribunale per i minorenni (e non più la Direzione Generale dell’immigrazione delle politiche d’integrazione del Ministro del Lavoro e delle politiche Sociali).
  • Un elenco di tutori volontari sarà depositato in ogni tribunale per i minorenni. I tutori si assumeranno la responsabilità della tutela di minori stranieri non accompagnati. E’altresì prevista la possibilità, per via di un vecchio Decreto Regio, di sostenere i minori fino al compimento dei 21 anni, qualora ci fosse bisogno di un supporto più lungo al processo d’integrazione.
  • Anche per i minori stranieri è stabilito il diritto di ascolto e il diritto all’assistenza legale usufruendo del gratuito patrocinio dello Stato.

Grande la soddisfazione da parte delle associazioni che oggi sono attive nel campo dell’accoglienza e della protezione dei migranti, in un momento in cui nel Paese si registra, per l’appunto, un aumento di bambini e ragazzi non accompagnati.

Veronica Otranto Godano