Riviste strabordanti di immagini ridondanti, dannose ma soprattutto illusorie. Nel migliore dei casi questi aggettivi descrivono l’ideale della figura femminile da passerella, che incarna i canoni estetici della perfezione. Purtroppo la realtà, spesso, è dura e crudele.

Il 90/60/90 è ormai superato come concetto, oggi la donna 2.0 che invade i manifesti pubblicitari e le copertine di interi giornali di settore è malata e triste. Corpi senza forme, scarni, volti privi di serenità e salute, ossa esposte come fossero curve da mostrare. Altro che bello, l’inorridimento dovrebbe essere la reazione primaria a questo tipo di bombardamento mediatico. Anni fa furono denunciate diverse testate giornalistiche proprio per la pubblicazione di immagini considerate inappropriate e scandalose. Da lì, negli anni sono state promosse molte campagne anti-anoressia e contro la bulimia ma tuttavia l’immagine del corpo femminile è ancora distorto dalle menzogne dei media e dei canoni di bellezza dell’alta moda. Magre sì, malate no! “Pensate a come sarebbero le star hollywoodiane se fossero anoressiche” è il messaggio di un concorso fotografico, di qualche tempo fa, il cui obiettivo era sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia, l’anoressia, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.

Studi statistici fanno emergere che buona parte della popolazione mondiale femminile, ma anche maschile con una percentuale più bassa, soffre di disturbi alimentari connessi alla condizione psicologica del soggetto, ovviamente. Il quesito, purtroppo, è molto più grave rispetto a una problematica estetica: essere o apparire, purtroppo, oggigiorno è confuso nettamente con l’immagine che gli altri hanno di noi stessi. La distorsione di tale percezione culmina con la malattia e la depressione.

Una riflessione sulla quale nessuno si sofferma per la paura di scoprire che bisognerebbe occuparsi di curare i sintomi piuttosto che alimentarli, contribuendo alla salute mentale e fisica. Dunque, meno riviste e più benessere, buon cibo e sport, vita sociale e autostima. Belle si può essere con ogni taglia, l’importante è che il peso sia bilanciato con l’altezza e che ci sia proporzione.

A cura di

Alessandra Capasso

 

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