L’Italia piange Antonio Megalizzi, il giornalista è deceduto

Non ce l’ha fatta il ventinovenne Antonio Megalizzi, vittima della strage di Strasburgo avvenuta l’11 dicembre. Fatale per lui il proiettile arrivato alla base del cranio ma le sue condizioni sono apparse critiche fin da subito anche se una comunicazione sbagliata dei francesi aveva fatto intendere che il ragazzo fosse solamente ferito, creando grandi illusioni.

I proiettili sono stati sparati da Cherif Chekatt e non si esclude che l’attacco abbia una matrice islamica. Il colpo mortale era arrivato alla nuca del giovane colpendo il midollo e quindi era stato dichiarato inoperabile. Sono state due amiche che erano insieme a lui ad aver raccontato il momento straziante della sparatoria. Le due hanno parlato di una passeggiata tranquilla nei pressi di Notre Dame , poi gli spari, la paura, le urla , la gente che fuggiva, le due però nel trambusto, non si accorgono di aver perso Antonio. Sul posto sono arrivati i familiari del ragazzo.

Ma chi era Antonio Megalizzi, un giovane di grandi speranza, giornalista volontario di Europhonica, una web radio dedicata ad una grande passione di Antonio, l’Europa. Infatti poco tempo prima dell’aggressione il giovane si trovava nel Parlamento Europeo per un’intervista. Megalizzi era figlio del nostro tempo, appassionato di giornalismo e scrittura, speranzoso che la politica potesse aggregare i popoli e non dividerli.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è detto commosso mentre Mattarella ha parlato di “tragedia inaccettabile” che ha travolto un giovane “vittima dell’odio criminale e del fanatismo”. Megalizzi era amato dai suoi colleghi e amici , stimato per le sue capacità, un giovane brillante ed europeista convinti, sicuro che un foglio, una penna e delle idee possono cambiare il mondo.

 

Valentina Paluccio

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