Si chiama adroterapia e prevede un trattamento a base di protoni e ionio. Il Governo, con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, l’ha inserita recentemente nei lea (livelli essenziali di assistenza), pertanto, sarà accessibile e gratuita per tutti i malati oncologici. Fino a oggi il trattamento – ahimè offerto in una sola struttura italiana, il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia (ce ne sono sei nel mondo)- era rimborsato solo dai servizi sanitari regionali dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Dieci tipi di tumore è possibile curare con questa tecnica, per lo più neoplasie inoperabili o che non ottengono risultati dalla radioterapia tradizionale ai raggi X.

Le malattie previste dal decreto sono: condromi e condrosarcomi della base del cranio e del rachide, tumori del tronco encefalico o del midollo spinale, sarcomi del distretto cervico-cefalico, paraspinali, retro peritoneali e pelvici, sarcomi delle estremità resistenti alla radioterapia tradizionale, meningiomi intracranici in sedi critiche, tumori orbitari e periorbitari, tumori solidi pediatrici, tumori in pazienti colpiti da sindromi genetiche e malattie del collageno unite a un’aumentata radiosensibilità, oltre che agire sulle recidive che necessitano di un’azione più marcata in un’area già sottoposta a radioterapia. In Italia ci sono almeno 4500 pazienti oncologici che dovrebbero accedere all’adroterapia secondo il Presidente della Fondazione Cnao, Ermino Borloni.

Tale processo consiste nel rilascio di protoni e ionio da parte di un acceleratore che ne sprigiona di più pesanti rispetto alla radioterapia e le quali agiscono sul Dna delle cellule tumorali impedendone la formazione. “E’ comunque una radioterapia e non va intesa come una sostituzione di quest’ultima, infatti, la sua applicazione dipenderà dai singoli casi”, ha detto Elvio Russi, direttore della struttura complessa di Radio Terapia, Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo e presidente dell’Associazione Italiania RadioTerapia Oncologica.

Veronica Otranto Godano

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