La vita segreta di Al Baghdadi, il fondamentalista soldato che la Russia è sicura di aver ucciso

È di certo avvincente e non ordinaria la vita di Al Baghdadi, il capo dell’Isis che Mosca è sicura di aver catturato e ucciso dopo che l’intelligence americana aveva messo sulla sua testa una taglia da dieci milioni di dollari per chi l’avesse consegnato alle autorità competenti. Il terrorista più ricercato degli ultimi anni sul quale aleggia questo mistero oramai da qualche mese.

Facendo un passo indietro, Al Baghdadi, nel corso della sua vita, ha compiuto più passi in avanti nella carriera jihadista. L’erede di Bin Laden nasce nel 1971, consegue un dottorato in Studi Islamici e sposa in seconde nozze Sajia. Diventa imam all’epoca della seconda invasione americana e si allea con al-Zarqawi, l’allora capo di Al-Qaeda, andando a combattere con lui in Afghanistan. Finisce nelle carceri statunitensi ma è successivamente liberato ed è proprio qui nella situazione di prigionia che l’uomo dell’ombra compie il suo cambiamento e diventa capo dell’Is in Iraq. Parte così la caccia all’uomo da parte del governo americano verso colui che profetizza e mette in risalto la potenza dello Stato Islamico e che da semplice soldato diventa una minaccia umana.

Un altro passo importante dal punto di vista strategico, Al Baghdadi lo compie su un piano meramente politico e di potere, allontanando sempre di più il suo movimento da Al-Qaeda. Un modo diretto per far capire che lui e i suoi uomini non vogliono le briciole ma il comando diretto delle zone irachene. Lo fanno seminando terrore e morte sui tutti i paesi limitrofi e iniziando ad espandersi in Europa il cuore pulsante della modernità. Al Baghdadi si autoproclama primo Califfo dello Stato Islamico e prede così definitivamente il potere di vita e di morte su ogni essere umano che si trova sotto il suo controllo.

Un’ascesa senza limiti che però è ricca di ombre dl momento che la polizia russa ha più volte affermato di aver ucciso Al Baghdadi durante un raid in Iraq, notizia che non ha avuto smentite ma neanche conferme. Resta perciò ancora da decifrare il mistero su questa informazione. L’Isis non si sbilancia e invia immagini del comandante in vita che sembrano però non attuali. Viene da chiedersi se veramente morto questo importante esponente, lo Stato Islamico oggi non sia in difficoltà senza una guida forte.

Valentina Paluccio

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