di Vincenzo Galatro – Per giustizia sportiva si intende quel sistema attraverso il quale ogni Federazione e disciplina sportiva risolve controversie e questioni inerenti al mondo dello sport.

Le fonti del diritto sportivo sono lo Statuto ed i regolamenti del CONI, gli Statuti ed i regolamenti delle Federazioni sportive nazionali; poi ci sono le fonti dell’ordinamento sportivo internazionali ossia provenienti dal CIO (Comitato Internazionale Olimpico) quali ad esempio la Carta Olimpica ed i regolamenti delle diverse federazioni sportive internazionali.
Il giudice sportivo è l’organo posto al vertice di una federazione sportiva: tale carica viene assegnata dalla stessa federazione.
L’organizzazione della magistratura sportiva e il numero dei gradi di giudizio variano a seconda della federazione. Per la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), il giudice sportivo è il giudice di primo grado; in secondo grado decide la Commissione di Appello Federale (CAF); inoltre, il tesserato o la società può ulteriormente ricorrere al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport (Tnas) e, in ultimo grado ed in seguito alla riforma della giustizia sportiva del 2014 al Collegio di Garanzia CONI.
Nel calcio la figura del “Giudice Sportivo” è stata creata soltanto nel 1959 poiché fino a quel momento la sua funzione era svolta collegialmente da ogni Comitato, Direttorio e Lega utilizzando anche (ma soltanto a partire dal 1928) un “fiduciario” scelto fra i membri dell’Associazione Italiana Arbitri.
All’atto del tesseramento o dell’iscrizione, gli atleti e le società sportive si impegnano ad accettare le deliberazioni degli organi di giustizia sportiva, rinunciando a ricorrere alla magistratura ordinaria (la cosiddetta clausola compromissoria). Negli ultimi anni, tuttavia, alcune società iscritte alla FIGC hanno in più occasioni infranto questa regola, ricorrendo al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Il Parlamento ha quindi regolamentato la questione con un’apposita legge, che ha stabilito che il TAR del Lazio è il solo competente a giudicare questo tipo di ricorsi.
Con il processo di riforma del sistema della Giustizia Sportiva, attuato sia con la deliberazione n. 1518 del 15 luglio 2014 (di seguito CGS), che con i nuovi “Principi di Giustizia Sportiva” approvati dal Consiglio Nazionale del Coni con deliberazione n. 1519 del 15/7/2014, vengono introdotti nell’ordinamento diverse novità.
Il titolo I capo I tratta dei principi del processo sportivo, ed è evidente lo spazio riservato alle garanzie ed ai principi, di rango costituzionale, del giusto processo, nonché “per quanto non disciplinato” ai principi e alle norme generali del processo civile, cui gli organi di giustizia sono chiamati a conformare la propria attività.
Il titolo I capo II e precisamente l’art. 3 comma 1, individua gli organi di giustizia presenti in ogni Federazione: il Giudice sportivo nazionale, i Giudici sportivi territoriali, la Corte sportiva di appello, il Tribunale federale e la Corte federale di appello.
Il Collegio di Garanzia dello Sport è istituito presso il Coni e costituisce organo di giustizia di ultimo grado.
Gli organi di giustizia “agiscono nel rispetto dei principi di piena indipendenza, autonomia e riservatezza”.
L’indipendenza è tutelata dalla dichiarazione che ciascun componente degli organi di giustizia è tenuto a rendere al momento in cui accetta l’incarico. Con tale dichiarazione i giudici garantiscono di non avere, né con la federazione o disciplina di appartenenza, né con tesserati o affiliati, ”rapporti di lavoro subordinato o continuativi di consulenza” o ” altri rapporti di natura patrimoniale o associativa che ne compromettono l’indipendenza”; ed inoltre, di non avere “rapporti di coniugio, di parentela o affinità fino al terzo grado con alcun componente del consiglio federale, impegnandosi a rendere note eventuali sopravvenienze”.
Agli organi di giustizia è attribuita “l’osservanza e l’ applicazione delle norme regolamentari, organizzative e statuarie dell’ ordinamento sportivo al fine di garantire il corretto svolgimento delle attività sportive”; inoltre “i comportamenti rilevanti sul piano disciplinare e l’irrogazione ed applicazione delle relative sanzioni”. E’ chiaro, che per questioni disciplinari devono intendersi tutte quelle questioni che attengono alla irrogazione di sanzioni sportive, cioè di sanzioni derivanti dalla violazione della normativa sportiva. La sanzione, è conseguenza della violazione di tutte quelle norme che consentono di assicurare un corretto e non violento svolgimento delle gare.
L’ art. 5 che chiude il capo II del CGS, tratta della Commissione Federale di Garanzia che “tutela l’ autonomia e l’ indipendenza degli organi di giustizia presso la federazione e della Procura Federale”. La commissione, in piena autonomia e con indipendenza di giudizio, individua i soggetti idonei, in base anche agli ulteriori requisiti eventualmente stabiliti da ciascuna Federazione, a essere nominati componenti del Tribunale Federale e della Corte Federale d’appello, procuratore federale, procuratore aggiunto. Si compone di tre soggetti, uno dei quali con funzioni di presidente, in carica per sei anni con mandato rinnovabile una sola volta. Sono scelti tra i magistrati delle giurisdizioni ordinaria, amministrativa, contabile o militare, tra i professori universitari di ruolo in materie giuridiche, nonché tra gli avvocati dello Stato e tra gli avvocati abilitati all’ esercizio dinanzi alle giurisdizioni superiori, e ferma l’assenza di conflitti di interesse tra gli stessi e i membri del Consiglio Federale.

La Commissione, inoltre, adotta nei confronti dei componenti degli organi di giustizia e della Procura federale, tutti i provvedimenti stabiliti dalle disposizioni federali, nonché le sanzioni del richiamo ed, eventualmente, della rimozione dell’ incarico, applicabili, oltre che nelle ipotesi già menzionate, anche nel caso di grave negligenza nell’ espletamento delle proprie funzioni. Qui assume particolare rilievo il profilo dell’ autonomia dei giudici.
Presso ogni Federazione sono istituiti i Giudici Sportivi, che si distinguono in Giudice sportivo nazionale, Giudici sportivi territoriali competenti per i campionati e le competizioni di ambito territoriale. Le competenze dei medesimi riguardano:

a) la regolarità delle gare e la omologazione dei relativi risultati;

b) la regolarità dei campi o impianti e delle relative attrezzature;

c) la regolarità dello status e della posizione di atleti, tecnici o altri partecipanti alla gara;

d) i comportamenti di atleti, tecnici o altri tesserati in occasione o nel corso della gara;

e) ogni altro fatto rilevante per l’ ordinamento sportivo avvenuto in occasione della gara.

La Corte Sportiva di appello giudica in seconda istanza sui ricorsi avverso le decisioni del Giudice sportivo nazionale e dei Giudici sportivi territoriali.

I Giudici Federali sono istituiti ed hanno sede presso ogni Federazione. Sono organi collegiali che si distinguono in Tribunale Federale e Corte federale di appello.
La Corte federale di appello giudica in secondo grado sui ricorsi proposti contro le decisioni del Tribunale federale.
La Procura Generale dello Sport è una assoluta novità per l’ordinamento sportivo. Il Procuratore Generale dello sport e i Procuratori Nazionali dello sport, sotto la sorveglianza del primo costituiscono la Procura Generale dello sport a norma dell’ art. 12-ter dello Statuto del Coni (quest’ ultimo adottato dal Consiglio Nazionale del 11/6/2014).
Le funzioni sono di “coordinare e vigilare le attività inquirenti e requirenti svolte dalle Procure Federali”, allo scopo di tutelare la legalità dell’ordinamento sportivo. Per ogni Federazione è previsto un Procuratore Federale.
Il Collegio di Garanzia dello Sport, è l’altra novità di assoluto rilievo del nuovo ordinamento sportivo.
Ha sostituito il Tribunale Nazionale di arbitrato per lo Sport e dell’Alta Corte.
E’ istituito presso il Coni, in posizione di autonomia e indipendenza, svolge anche funzione consultiva, ed è organo di ultimo grado della giustizia sportiva. Il ricorso al Collegio è proponibile avverso tutte le decisioni non altrimenti impugnabili nell’ambito dell’ordinamento federale ed emesse dai relativi organi di giustizia, “esclusivamente per violazione di norme di diritto, nonché per omessa o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia che abbia formato oggetto di disputa tra le parti”.
Il collegio di Garanzia dello Sport (l’art.12-bis del nuovo Statuto del Coni), riforma la decisione impugnata, decide , in tutto o in parte, la controversia, oppure la rinvia all’ organo di giustizia federale competente che, in diversa composizione, dovrà pronunciarsi definitivamente entro sessanta giorni applicando il principio di diritto dichiarato dalla Corte. In tal caso non è ammesso nuovo ricorso salvo che per la violazione del principio di diritto.
Lo scopo primario della riforma era quello di riunire e regolarizzare la materia della giustizia sportiva secondo un unico modello procedurale.
Le Federazioni sportive nazionali hanno dovuto adeguare i loro Statuti e regolamenti alla riforma.
L’ introduzione del nuovo Codice di giustizia sportiva ha semplificato e reso più trasparente ed efficace la giustizia sportiva, riorganizzandola in modo uniforme e fornendo una disciplina più articolata e dettagliata rispetto al passato.

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