di Vincenzo Galatro – La difesa della salute ha un impatto diretto sulla vita e sul benessere del cittadino.

La lesione del diritto alla salute, come diretta conseguenza di un comportamento doloso o colposo posto in essere dal medico o dai sanitari, configura una responsabilità giuridica (civile e/o penale) e un conseguente danno risarcibile in termini monetari. In altre parole, chiunque subisca la lesione del proprio diritto alla salute – a prescindere dall’impatto diretto sulla sua capacità reddituale – ha diritto al risarcimento del danno subito a seguito della menomazione dell’integrità fisica o psichica della persona e del depauperamento del valore biologico dell’individuo (c.d. danno biologico).

Guardando alla situazione attuale, sfogliano i giornali o seguendo la televisione, i mass media e le notizie che diffondono sulla malpractice medica evidenziano l’enorme aumento della domanda di giustizia in questo specifico settore.

Nella responsabilità sanitaria (medica, odontoiatrica, ecc.), il conflitto medico-paziente coinvolge numerosi fattori di rischio per la lesione del diritto fondamentale alla salute. Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento esponenziale del contenzioso per malpractice medica. Ciò ha spinto il legislatore ad apprestare soluzioni che – in un’ottica deflattiva e di risparmio economico, in relazione alle richieste di risarcimento presentate non solo dai pazienti, ma anche dai loro prossimi congiunti – potessero alleggerire il carico di lavoro gravante sul contenzioso civile in materia di responsabilità professionale sanitaria.

L’aumento del contenzioso in materia sanitaria, inoltre, ha generato diversi problemi anche alle compagnie assicuratrici, che hanno complessivamente portato a un aggravio dei costi e delle spese.

Per questo, nell’ambito della gestione delle liti medico-paziente, il d.lgs. n. 28/2010 ha introdotto la mediazione obbligatoria nelle azioni di risarcimento del danno derivante dalla responsabilità medica e sanitaria.

Pertanto, nei casi di responsabilità medica, il danneggiato è tenuto ad esperire la procedura di mediazione o nei confronti del responsabile o nei confronti della struttura sanitaria, all’interno della quale opera il medico o il personale sanitario.

Nell’ambito della mediazione medica, il danneggiato ha la possibilità di chiamare e coinvolgere anche altri soggetti, come ad esempio le compagnie assicuratrici, la cui presenza può essere utile per la risoluzione della controversia.

Le istanze di mediazione per danni derivanti da responsabilità medica e sanitaria vengono depositate presso l’Organismo di mediazione territorialmente competente.

In proposito, occorre evidenziare come la giurisprudenza abbia più volte affrontato la questione relativa al foro di competenza nelle controversie per responsabilità medica dove sono coinvolte strutture sanitarie, distinguendo i casi in cui ad essere interessata sia una struttura pubblica/convenzionata o privata.

Nelle ipotesi di struttura pubblica e convenzionata, il foro di competenza indicato dalla giurisprudenza è quello del luogo in cui ha sede la struttura sanitaria. Viceversa, per quanto concerne le strutture sanitarie private, il giudice competente sarà quello del luogo in cui il paziente risulti residente o abbia eletto domicilio.

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