Una decisione che mette in archivio sei anni di sofferenze e drammi inenarrabili che hanno caratterizzato la mia vita, quella dei miei familiari e dei tanti amici che, pur nelle difficoltà ambientali e nei vergognosi attacchi mediatici ricevuti, non hanno fatto mai mancare il loro sostegno ed il loro incoraggiamento”. Sono le parole a caldo con cui Alberico Gambino, ex sindaco di Pagani, oggi consigliere regionale di FdI-An, commenta la decisione della Corte di Cassazione di respingere con rinvio alla Corte di Appello di Napoli il ricorso contro l’assoluzione per la condanna a 2 anni e otto mesi per concussione. “Sin dai primi giorni del mio arresto, durato 21 tragici mesi ho perdonato umanamente quegli uomini stolti e cattivi che con le loro dichiarazioni false e bugiarde costruite a tavolino avevano indotto in errore la magistratura inquirente”.

Anni di detenzione e sospensione dalle cariche elettive (per altri 18 mesi) durante i quali, denuncia l’esponente politico, “ho dovuto assistere impotente allo sfascio della mia amata Pagani causato e portato avanti dal connubio devastante tra un imprenditore bugiardo fin nel midollo ed un gruppo di piccoli e deludenti uomini divorati dall’invidia e dalla consapevolezza che mai avrebbero occupato ruoli di elevato livello istituzionale se l’avversario Gambino non fosse stato fisicamente e politicamente eliminato”.

Con la chiusura, cinque mesi fa, dell’altra vicenda riferita al “peculato per la carta di credito”, Gambino si augura una ricostruzione veritiera di quanto accaduto “in modo da rendere giustizia alla mia famiglia ed ai miei amici ed elettori e corrispondere il giusto prezzo alle mistificazioni ed alle bugie raccontate in questi anni”.

IL CASO – La vicenda parte nel 2011 con l’individuazione da parte degli inquirenti di un “sistema Pagani” capeggiato dall’attuale consigliere regionale ed ex sindaco. Le accuse: scambio elettorale politico-mafioso per la gestione della cosa pubblica, con il supporto del clan Fezza-Petrosino-D’Auria. Una decina di imputati, usciti assolti. Ultimi, proprio Gambino e l’ex consigliere comunale e consulente del lavoro, Giuseppe Santilli, per i quali rimaneva in piedi l’accusa di concussione.

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