E’ stata definita la danza più sensuale del pianeta, perché non si tratta semplicemente di coniugare le movenze del corpo al ritmo della musica, bensì d’instaurare una “conversazione” intima con il partner. Nata alla fine degli anni 70′ in Angola, la kizomba non appartiene quindi alle danze caraibiche o latino-americane.

In principio nasce come ballo popolare. Si ballava nelle grandi feste, dove famosi ballerini danzavano offrendo un’interpretazione stilistica variegata, giacché univano i passi della samba angolana (la precedente samba) a quelli dello zouk, proveniente dalle isole caraibiche francesi. La parola, oltre a indicare lo stile di danza, assume il significato di festa del popolo nel dialetto kimbundu. Era, difatti, la festa e la resistenza culturale di una stirpe, l’apoteosi della vita e della libertà.

Una ballata unica che rinsalda la complicità e l’empatia tra le coppie. In Europa è arrivata attraverso il Portogallo negli anni 90’, dove è presente una vasta comunità dell’Angola e, oggi, a Lisbona, le comunità d’immigrati hanno stabilito club in cui la kizomba presenta uno stile rinnovato. 

La maestra di ballo Giusy Greco, titolare di una scuola insieme alla famiglia in Calabria, spiega la differenza tra i balli caraibici e la kizomba: i primi permettono di eseguire figure in coppia ma anche molti passi in assolo detti pasitos; nella kizomba (abbreviato kiz), invece, abbiamo una serie di figure combinate altresì a un pizzico di freestyle. Fondamentale, per l’insegnante, è il contatto ravvicinato nella coppia. “Senza questo contatto – afferma Giusy Greco- si perderebbe l’esperienza sensuale di questo ballo e potrebbe essere anche confuso per un ballo da sala tipo un fox, dove c’è distanza tra i partner”.

La kizomba consta di un linguaggio strettamente corporeo, dove bisogna abbandonarsi alla guida del cavaliere per essere in completa sintonia e armonia. La donna ha la scena predominante, poiché esegue movimenti corporei molto sinuosi col ventre e con i fianchi; l’uomo, dal canto suo, ha un compito importante, perché deve guidare la donna con le braccia, gambe e piedi mantenendo movimenti morbidi e a volte decisi.

Per l’esperta di danze afro-caraibiche, la kizomba rappresenta quel quid pluris determinante alla buona riuscita di una serata di ballo. La kiz riesce, infatti, a intrattenere la pista che non è mai vuota.

Veronica Otranto Godano

CONDIVIDI