È obbligatorio, prima di addentrarsi in una vicenda lunga e complessa come quella delle fonderie Pisano, contestualizzarla. Che vuol dire tener conto dello specifico periodo storico e di variabili legate a sensibilità amministrativa, politica e culturale di quello stesso periodo. Non senza evidenziare nettamente i rischi di strumentalizzazioni, o speculazioni, ad esempio di natura economica o elettorale da parte degli attori coinvolti. Le fonderie Pisano si stabiliscono nell’attuale insediamento nell’area di Fratte a Salerno, sulle rive del fiume Irno, nel 1961. Alla guida vi è Luigi, decano della famiglia Pisano, da molti Luigi Pisanoconsiderato l’archetipo degli industriali salernitani per la sua intuizione imprenditoriale che nonostante crisi economiche, lavorative e da ultimo ambientali lo aveva portato ad estendere i commerci dell’azienda in India, Cina, Medio Oriente. E’ entrata nell’immaginario collettivo la figura dell’industriale con il camice verde e il fischietto per richiamare gli operai che ogni mattina alle 6 arrivava in fabbrica. Molti operai della Pisano nelle testimonianze rilasciate ai media dopo la sua scomparsa nel 2015 lo ricordano come una figura paterna. Per alcuni, a loro volta figli di operai delle fonderie, era presente già nella loro infanzia. Oggi la direzione aziendale è nelle mani del figlio Ciro. In quegli anni l’Italia era nel pieno del boom economico dopo gli anni bui del secondo dopoguerra, e lo sviluppo dell’industria pesante ne ha forse rappresentato la componente principale favorendo un notevole incremento dell’occupazione e favorita dalla congiuntura di un più agevole accesso alle esportazioni . Salerno nel 1961 contava 123.391 abitanti, a fronte dei 135.268  di oggi, con un forte e forse inaspettato incremento demografico negli anni precedenti ascrivibile alla figura di Alfonso Menna, sindaco DC fino 1970, che nel 1955 inaspettatamente riuscì a prevalere  sul parlamentare salernitano della Democrazia Cristiana Carmine De Martino. Menna coerentemente con le indicazione dei livelli nazionali del partito e con il suo programma elettorale con molti punti in comune con il partito comunista, diede vita alla prima esperienza italiana amministrativa a guida Democrazia Cristiana, socialisti e con l’astensione dei comunisti. E’ in quegli anni che vengono costruiti nuovi quartieri come Sala Abbagnano e il Carmine per rispondere al citato incremento demografico. Ed è in quegli anni che nel giro di pochi anni approdarono a Salerno industrie come Marzotto, Landys and Gyr, Ideal Standard, oltre alle celebri cotoniere presenti a Fratte dal 1854. Una delle più importanti intuizioni di Menna fu la progettazione di una vera e propria area industriale di circa 300 ettari che doveva coordinarsi con  le aree di Cava, Mercato San Severino, Battipaglia e Capaccio e l’idea di un Consorzio per l’area di Sviluppo Industriale, costituito poi nel 1975. L’economia di Salerno, con un processo dirigista, divenne dunque a vocazione industriale e in questo quadro può inserirsi la storia della fonderia Pisano, mentre nel salernitano, si basava principalmente su agricoltura e turismo.

fonderia pisanoDal 1955 ad oggi si sono succedute fasi storiche, l’economia ha subito mutazioni strutturali, Salerno come tutte le città si è trasformata, diverse giunte si sono succedute negli anni, di cui la più longeva fino all’introduzione nel 1993 dell’elezione diretta del sindaco restano quelle di Gaspare Russo (dal 1970 al 1974) e di Vincenzo Giordano (dal 1987 al 1993) con diversi orientamenti rispetto all’idea di sviluppo del capoluogo privilegiando a seconda della fase peculiare e del colore politico quello pesante, industriale, o quello leggero, puntando su turismo e immateriale. E’ il secondo certamente il caso della più lunga esperienza di governo della città, quello che va dal 1993 ad oggi, costituita da giunte di centrosinistra e dominato dalla figura di Vincenzo De Luca, oggi presidente della giunta regionale campana, intervallato dai sindaci Mario De Biase e Vincenzo Napoli, con l’innovazione dell’elezione diretta del sindaco che determina maggiore stabilità rispetto al passato e un’aumentata capacità d’azione delle giunte. Tuttavia qualcosa non torna se, negli stessi giorni in cui s’inaugura la stazione marittima progettata dall’archistar Zaha Hadid emblema della nuova Salerno turistica, qualche kilometro più a nord Salerno brucia.

Marcello D’Ambrosio

Fiorella Belcore

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