L’incontro, previsto per il 30 giugno e poi slittato al 4 luglio, che si terrà presso il Ministero dello Sviluppo Economico vedrà seduti al tavolo la famiglia Pisano, sindacati, istituzioni e Invitalia con

Nicola Landolfi
Nicola Landolfi

l’obiettivo di trovare una soluzione alla delocalizzazione, di salvaguardare i livelli occupazionali e di individuare ammortizzatori sociali a seguito del sequestro (ancora non definitivo) della fabbrica da parte della procura. Della vicenda si è interessato anche il leader della Fiom CGIL Landini. Tuttavia la soluzione non sembra semplice. In riferimento alla delocalizzazione se da una parte il segretario provinciale del PD Nicola Landolfi è dell’opinione che l’azienda sarà delocalizzata nell’area del Cratere, dall’altra sulla vicenda interviene il parlamentare di Fratelli d’Italia ed ex presidente della provincia di Salerno Edmondo Cirielli che precisa, in riferimento a una sua dichiarazione apparsa sulla stampa in cui si riportava la sua valutazione di ubicare a Nocera il nuovo impianto: “Credo che le fonderie potrebbero essere collocate in una qualunque zona industriale, in quanto industria”,

Edmondo Cirielli
Edmondo Cirielli

Tuttavia dai territori tirati in ballo, a partire da Giffoni Valle Piana e Buccino, cittadini e istituzioni fanno già capire che accogliere un nuovo impianto, se anche tecnicamente possibile, non sarà impresa facile. Contemporaneamente monta la contrapposizione tra comitato Salute e Vita, presidi e i lavoratori della Pisano. Questi ultimi, infatti, riterrebbero i primi colpevoli della chiusura della fabbrica.

 

Marcello D’Ambrosio

 

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