First lady dal mondo. Dall’America all’Europa

“Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”, è questo un detto molto popolare e spesso veritiero che va a sottolineare l’importanza delle donne in tutte le epoche e in tutti i ruoli. Le donne sanno stare al fianco dei mariti potenti, li sanno consigliare, perdonare, ma è spesso insito in loro il fare del comando e della gestione del potere, quasi sempre da sole. Il loro potenziale è cambiato e cresciuto nei secoli; sorridenti e un po’ sottomesse ieri, attive e determinate oggi.

Di certo la first lady più discussa dell’appena trascorso 2017 è stata Melania Trump, moglie del ricchissimo nuovo presidente americano. Donna slovena con un passato da modella, bella e magnetica, non si è fatta apprezzare per la sua oratoria, visto che molti dei suoi discorsi erano interamente copiati da quelli della first lady precedente, l’amata Michelle Obama, ma la sua conoscenza dello showbiz e degli ammiccamenti in favore di telecamera, le sono valsi l’apprezzamento di una buona parte di americani. Lei sorride, nonostante tutto. Massacrata dalla stampa, decide di non soggiornare inizialmente alla Casa Bianca per permettere al figlio Barron di concludere la scuola ed è qui che Melania strizza l’occhio alle mamme che la seguono incallite. È noto che non ci sia lei dietro le mosse politiche, spesso azzardate, del marito, ma di certo quando arriva sa come attirare i riflettori su di sé e non ha paura di negare la mano al consorte, un gesto che ha fatto discutere e pensare sulla effettività del loro matrimonio. È diversa da Michelle, paladina dei diritti umani, e da Hillary che, nonostante il suo piglio combattivo, per ben due volte non è riuscita ad afferrare la presidenza che tanto desiderava, infrangendo il sogno politico di quell’America orfana di Obama. Melania ha ancora molti assi nella manica ma non sembra essere la chiave di volta per un popolo che si aspettava una politica diversa, forse più tollerante.

Se la signor Trump suscita dubbi nell’elettorato americano, la first lady francese Brigitte Macron suscita curiosità, non tanto attorno alla sua figura, quanto al suo matrimonio ma è già diventata il simbolo di molte femministe. Prima di portare questo cognome, la signora Trogneux, era insegnante e moglie di un imprenditore da cui ha avuto tre figli. La cosa strana è che uno dei suoi allievi è stato proprio Emmanuel Macron, già innamorato di lei dai tempi del liceo. Di scandalo, nel 2018, non si può proprio parlare ma il cliché alunno-insegnante ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto ad alcuni giornalisti francesi che hanno insinuato una dubbia omosessualità nel giovane presidente. Perché sposare una donna di sessantaquattro anni quando sei al culmine della tua carriera politica, si sono chiesti. Eppure l’amore spesso non segue le regole comuni e Brigitte, donna di classe, sembra abbia spinto per la candidatura del nuovo marito proprio perché, in età ancora più avanzata, non sarebbe riuscita a seguirlo come avrebbe voluto. I due sono sempre uniti nelle uscite pubbliche e lei è un’icona di stile, indossa abiti che probabilmente la rendono più giovane ma mai ridicola. Il popolo francese apprezza e questo, per il momento, basta.

Se pensiamo all’ultimo G8 in Italia, la scena è stata rubata dalle donne, le mogli dei Presidenti, sempre pronte a sorridere ai fotografi, a scegliere gli outfit più eleganti, e soprattutto a godersi le città che le ospitano. Ma tra volti eterei e rossetti brillanti, è spuntato il viso all’apparenza rude di Joachim Sauer, marito della Cancelliera Angela Merkel. Il chimico e docente universitario si è sempre presentato con camicia bianca e giacca rigorosamente senza cravatta, un sorriso rigido e una forma fisica invidiabile. Un uomo che sa stare dietro ad una donna potente, come la moglie, con intelligenza e garbo. Lei, dal canto suo, in molti discorsi lo cita con affetto, lo ringrazia per il suo senso di “sopportazione” e lo apprezza per il suo riserbo. L’uomo di ghiaccio dal cuore tenero che non si lascia andare a considerazioni sulla moglie, è lo specchio di una Germania che si abbandona poco alle esternazioni dei sentimenti.

La data è stata fissata per il quattro Marzo, si deciderà così, nel nostro paese, il nuovo presidente del Consiglio. Gli schieramenti non sono ancora del tutto definiti, ma si sa già la presenza di vecchie, forse vecchissime glorie, nelle liste elettorali. Silvio Berlusconi infatti ha riproposto la sua candidatura e lo ha fatto accanto a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, mentre i Cinque Stelle puntano sul giovane Di Maio (forse sulla falsa riga dei cugini francesi). Il Pd invece naviga in acque sconosciute cercando di non affondare nel malcontento generale. Da qui il pensiero di una first lady italiana diventa complicato e pressoché azzardato. Abbiamo Elisa Isoardi, compagna del leghista Salvini e conduttrice di punta del servizio pubblico. Francesca Pascale, giovane compagna del Cavaliere, che tra una crisi di coppia e un’aggiunta di extension prova ad agguantare il tanto agognato titolo di first lady. E ultima, solo per il momento, la fidanzata del trentenne Di Maio, Silvia Virgulti, esperta di comunicazione conosciuta all’interno del Movimento fondato da Beppe Grillo e che, il candidato premier, ha definito “molto sexy e intelligente” in una recente intervista a Vanity Fair. Tra soubrette e aspiranti tali, la guerra nostrana è solo all’inizio, dentro e fuori il Parlamento. Non ci resta che dire, ne vedremo delle belle, forse.

Valentina Paluccio

Veronica Otranto Godano

 

CONDIVIDI