Finale di pallavolo femminile, lacrime e soddisfazione per nostre ragazze

È stata la squadra serba a fermare l’avanzata delle italiane che hanno meritato l’argento, una medaglia meritata e sudata che ha segnato l’arrivo di una generazione sportiva nuova e potente.

Egonu e compagne si sono fermate per tre set a due davanti a un pubblico e dei tifosi che le hanno sostenute fino all’ultimo pallone battuto, fino all’ultimo gesto dell’arbitro, fino all’ultima lacrima dopo la sconfitta. Eppure quel podio, le ragazze del volley femminile, che hanno tutte meno di 23 anni, se la sono guadagnato davvero e per molti potevano anche vincere l’oro diventando le più forti del mondo. Molti erano i dubbi all’inizio del percorso ma la grinta e la voglia di farcela sono state più forti di tutto, del chiacchiericcio italiano e della questione di genere che purtroppo viene sempre aperta- un altro dato è interessante, non solo l’età giovanissima delle campionesse, ma anche il fatto che questa è una vera squadra multiculturale, la migliore espressione di un Italia che vince abbracciando la diversità e un modello per tutti i giovani che fanno difficoltà ad immedesimarsi o a recepire figure che possono essere positive per il loro sviluppo e la loro vita in società.

Il podio mancava dal 2002 e questo è anche un leggero schiaffo a quell’ Italia calcistica maschile che invece non si è guadagnata l’ingresso nelle competizioni principali e dovrà ricominciare da zero. Tra le campionesse che più si sono distinte c’è la giovane Paola Egonu, Bosetti e Miriam Sylla eletta miglior schiacciatrice del torneo. Le ragazze sono state la perfetta espressione del gioco di squadra e di coordinamento e tecnica. Deluse ma felici alla fine, emozioni in contrasto che hanno comunque voluto condividere con i loro irriducibili e soddisfatti tifosi, forse anche loro sono stati la chiave del successo.

 

Valentina Paluccio

 

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