di Davide Leo – In questo momento così delicato, tante sono le domande che ognuno di noi si pone a cui però, non sempre, si riescono a trovare delle risposte.
Il diffondersi del Coronavirus e le conseguenze drammatiche da esso prodotte nella vita di ciascuno dovranno pertanto essere analizzate secondo una prospettiva più ampia, capace di mettere in discussione tutte le certezze che ci sembra di aver raggiunto.
Se non riusciamo a trovare risposta ad alcune domande, sarà il caso, probabilmente di porre la questione in maniera differente. E così: fin dove può arrivare la nostra conoscenza rispetto ad un dato problema? In questo caso la scienza, da sola, è in grado di offrirci la soluzione a tutti i problemi che ci troviamo ad affrontare? In che modo invece la dimensione umana può riappropriarsi del suo valore e darci la possibilità di dipanare alcune situazioni o, semplicemente, di raggirare alcuni ostacoli nei momenti di difficoltà?
Questi sono solo alcuni degli interrogativi che ci poniamo, che possono però indurci ad una riflessione più profonda sul valore della nostra vita e alla quale ognuno di noi potrà dare il proprio contributo
Non sempre infatti la scienza ci può fornire tutte le soluzioni ai problemi o semplicemente le risposte che vorremmo. Ci sono alcune realtà insondabili, che inevitabilmente sfuggono al nostro controllo e dinanzi alle quali l’uomo avverte tutta la sua impotenza ed un profondo senso di smarrimento.
Quest’oggi, al dilagarsi di una pandemia mondiale che sembra aver detronizzato l’uomo dalla sua posizione di privilegio, il vuoto che si avverte si fa sempre più lacerante.

Fu cosi che l’uomo cadde nei suoi abissi, lì dove ogni cosa gli apparve oscura, indimostrabile, incomunicabile. Qui si rese conto della parzialità delle sue conoscenze, del suo essere cieco dinanzi al futuro e che la vita, come un astuto maestro di scacchi può, improvvisamente, sovvertire tutte le regole del gioco. La consapevolezza sopraggiunta ha provocato ineluttabilmente una ferita dolorosissima, quella che gli stessi greci rappresentavano, in maniera metaforica, come uno squarcio nell’anima, ma necessario affinché la forza generatrice della vita potesse insediarsi attraverso le sue fenditure. Allora gli uomini poterono volgere lo sguardo in se stessi, riscoprendo negli abissi più profondi della propria interiorità tutti quei valori umani che gli sono stati consegnati gratuitamente alla nascita. Gli stessi che restano immutabili negli anni, nei secoli, nonostante il desiderio, talvolta irrefrenabile di volerli sostituire con bisogni e necessità contingenti.

In questa fase di evidente criticità, la vita, nel suo significato più autentico, ci richiama a noi stessi, ognuno a se stesso, suggerendoci di ritornare sui nostri passi e di convertire la lacerazione provocata da questa ferita come un’apertura per poterci connettere e dialogare con la nostra anima.
Possiamo così riprendere a interrogarci sulle necessità fondamentali e sul valore di ciascuno, indipendentemente da ogni apparente diversità, per riscoprire tutti i sentimenti che ci costituiscono in quanto persone.
Il rispetto, il bene, l’amore, la speranza, la solidarietà sono solo alcuni di questi.
Ma quanto ne siamo stati consapevoli finora? E come possiamo elaborarli? In che modo possiamo dirigerli verso la strada giusta?
Lo sforzo è duplice perché dobbiamo prima risvegliare la nostra coscienza, riappropriarci del senso e del significato di questi valori nella nostra vita e renderci consapevoli di quanto ogni nostra azione, anche quella più banale, non possa prescindere da uno solo di questi sentimenti.
A questo punto, affinché questi valori possano sopravvivere a lungo nella nostra mente e per raggiungere la nostra piena realizzazione, dobbiamo trovare il loro necessario spazio di condivisione. Lo spazio dove poter riscoprire le nostre prerogative, ma anche quelle degli altri, abbattendo muri e recinzioni che ci hanno limitato alla nostra vanagloria e che ci darà la possibilità di comprendere, a chi avrà il coraggio di accettare la sfida, che nulla deve essere dato per scontato e, soprattutto che le cose più semplici, proprio quelle che spesso riteniamo scontate dovranno, invece ricevere costantemente la nostra più vigile attenzione.

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