Fabiano AntonianiDj Fabo, ieri 27 febbraio ha deciso di mettere termine alla propria vita, scegliendo, in Svizzera, il suicidio assistito.

Epilogo di una tragedia cominciata con un incidente che lo ha reso cieco e tetraplegico.

Il quarantenne, amante della vita, la musica come amore della sua vita, aveva scritto, in passato, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un appello a intervenire sul fine vita. La sua popolarità riporta al centro del dibattito globale il tema dell’eutanasia in Italia. Che non scompare quando si spengono le luci perchè riguarda migliaia e migliaia di persone “anonime”.

In Italia hanno clamorosamente tormentato l’opinione pubblica Eluana Englaro nel 2009 e Piergiorgio Welby nel 2006.

Piergiorgio Welby
Piergiorgio Welby

Welby, attivista, giornalista, politico, poeta, pittore, impegnato per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico in Italia e per il diritto all’eutanasia, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, era affetto da distrofia muscolare progressiva. Come Dj Fabo, Welby appellò pubblicamente il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il riconoscimento del diritto all’eutanasia in Italia. La risposta di Napolitano,  fu pubblica: “Caro Welby, ho ascoltato e letto con profonda partecipazione emotiva l’appello che lei ha voluto pubblicamente rivolgermi. Ne sono stato toccato e colpito come persona e come Presidente. Lei ha mostrato piena comprensione della natura e dei limiti del ruolo che il Parlamento mi ha chiamato ad assolvere, secondo il dettato e lo spirito della nostra Costituzione. Penso che tra le mie responsabilità vi sia quella di ascoltare con la più grande attenzione quanti esprimano sentimenti e pongano problemi che non trovano risposta in decisioni del governo, del Parlamento, delle altre autorità cui esse competono. E quindi raccolgo il suo messaggio di tragica sofferenza con sincera comprensione e solidarietà. Esso può rappresentare un’occasione di non frettolosa riflessione su situazioni e temi, di particolare complessità sul piano etico, che richiedono un confronto sensibile e approfondito, qualunque possa essere in definitiva la conclusione approvata dai più. Mi auguro che un tale confronto ci sia, nelle sedi più idonee, perché il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabile chiarimento. Con sentimenti di rinnovata partecipazione,

Giorgio Napolitano

Eluana Englaro
Eluana Englaro

Eluana Englaro vittima di un incidente stradale causa di stato vegetativo di 17 anni, dalla volontà dei genitori di sospendere l’idratazione e determinarne la morte nasce un groviglio tra politica e giustizia. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rifiutò la firma al decreto legge per impedire la sospensione di alimentazione e idratazione dei pazienti del governo Berlusconi.

 

Ieri Dj Fabo ha scelto suicidio assistito come dolce morte per porre fine a quanto per lui era insostenibile oltre ogni misura. In Svizzera. In diversi paesi europei porre fine volontariamente alla propria esistenza terrena è legale. Attualmente attraverso tre metodi, suicidio assistito, eutanasia attiva, eutanasia passiva. In Italia il fine vita non è inquadrato dal punto di vista legislativo.

Il consigliere regionale campano del PSI Vincenzo Maraio
Il consigliere regionale campano del PSI Vincenzo Maraio

In Regione Campania nell’ottobre 2015 è stata sottoscritta dal consigliere socialista Vincenzo Maraio e dal gruppo consiliare Campania Libera, PSI e Davvero Verdi la proposta di legge in merito alle “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento”, conosciute ormai più comunemente con l’acronimo DAT. Ieri Enzo Maraio dalla sua pagina facebook ha nuovamente rilanciato, con un post, il dibattito finalizzato all’approvazione della legge che definisce le modalità per introdurre per un essere umano il diritto a dichiarare la scelta del proprio destino.

“Bisogna riprendere seriamente in Parlamento la legge sul fine vita – si legge sula sua bacheca – sulla scia del lavoro fatto per il “Dopo di noi” e per le altre leggi approvate in materia di diritti civili. In Campania, nel mese di ottobre 2015, d’intesa e su proposta dei Radicali Italiani e della segreteria nazionale del PSI – spiega – ho presentato insieme agli altri consiglieri regionali del gruppo, una proposta di legge sul fine vita e sull’istituzione del registro delle “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. È ormai necessario e non più procrastinabile una risoluzione normativa della materia: bisogna far scegliere ai singoli individui la propria fine”.

Un invito al Parlamento ad affrontare la discussione “partendo dalle proposte che sono accantonate nei consigli regionali e in seno allo stesso Parlamento”, e a fare lo stesso nel Consiglio regionale della Campania. “Depositerò, a breve, un sollecito per avviare quanto prima l’iter di discussione ed approvazione della nostra proposta di legge” è quanto afferma.

Marcello D’Ambrosio