CczEzkiXIAASyDOQuante volte si sente parlare di sport che aiuta al riscatto? Quante volte sentiamo dire che il calcio aiuta? Ma quante altrettante volte si sente dire che lo scopo del calcio è vincere? Troppe volte. Ebbene Salvatore Rullo, psichiatra e Presidente dell’Associazione Italiana di Psichiatria Sociale, ha dimostrato che il calcio ha come scopo principale l’integrazione. Si sente parlare all’ordine del giorno di associazioni sportive o di società sportive che lottano contro le difficoltà sociali, criminalità giovanile; razzismo; bullismo; ecc, ma non si è mai sentito parlare di una società o una squadra di calcio che serve a combattere i disagi psichici. Santo Rullo, da 25 anni ha intrapreso questa strada, cioè dimostrare che anche l’ambito della psichiatria può essere integrato con quello del calcio, allo scopo di non isolare i pazienti che hanno questo tipo di disturbi tramite le somministrazione quasi indiscriminata di medicinali, cure, ricoveri. Così, tramite la creazione della Nazionale di calcio a 5 -assieme alle aziende Asl- composta esclusivamente da pazienti psichiatrici, ha sollevato una nuova strategia terapeutica che aiuterebbe i giocatori, affetti da disagi psichici a superare i loro problemi, senza ricorrere ad un isolamento forzato e autoinflitto. Nel 2009 è arrivata la svolta. Una sociologa di Yokohama lo ha contattato per vedere personalmente il tipo di lavoro che svolgeva assieme a questi ragazzi. Il Giappone, così molte altre Nazioni del mondo, è molto più avanti rispetto all’Italia in questo ambio. Infatti nel paese del Sol Levante esistono 600 squadre composte da pazienti con disturbi psichiatrici e queste sono finanziate dalle squadre militanti nella massima serie giapponese. In tutto il mondo si contano migliaia di squadre di questo tipo.

Il Giappone ha istituito il Campionato Mondiale, la World Craziest Cup, che si è giocata dal 23 al 29 febbraio, proprio su iniziativa dello psichiatra romano che ha coinvolto anche il Perù ed altre nazioni, per queste squadre e anche l’Italia ha ricevuto l’invito a partecipare. Partite le selezioni per la creazione della rappresentativa azzurra, hanno aderito persone colpite da disagi psichiatrici da tutte le parti di Italia e non solo. Infatti si è presentato alla selezione anche un ragazzo nigeriano che è in attesa del passaporto italiano. La “spedizione” nipponica è stata finanziata interamente da Santo Rullo, autofinanziando la squadra e occupandosi di tutte le spese. La FIGC ha partecipato all’iniziativa fornendo la maglia azzurra ufficiale alla squadra.

A seguire la squadra passo dopo passo ci sono due noti registi italiani Volfango De Biasi e Franco Trento, che riprendendo il lavoro dei ragazzi durante tutta la loro esperienza sportiva stanno creando il film Crazy For Football. Inoltre per la preparazione fisica dei ragazzi c’è Vincenzo Cantatore, ex pugile, mentre l’allenamento è affare di Erico Zanchini, ex calciatore di calcio a 5 di Serie A1. La squadra è composta da 12 giocatori (pazienti) che ricoprono la fascia di età che va dai 24 ai 50 anni. La squadra ha vinto la finale per il 3o e 4o posto, posizionandosi al 3o posto, appunto, con alle spalle una preparazione di due settimane contro i due mesi degli altri partecipanti (Giappone, Perù e Corea del Sud, ndr).

Cristina Mariano