Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Anche Beppe Grillo si arrende nella gara contro Vincenzo De Luca a chi è più populista. Da sempre la cifra nella comunicazione dell’attuale governatore campano, sindaco di Salerno dal 1993, è stato un mix di demagogia e populismo universalmente riconosciuto. Con un vocabolario farcito di termini come “cafoni”, “palle”, “imbecilli”, “anime morte” e via dicendo. In passato i suoi strali erano diretti spesso anche verso i vertici del suo partito, il PD, ma ultimamente De Luca sembrava essersi (auto?) intestato una personale battaglia contro Virginia Raggi, Di Battista e “Luigino” (così lo chiama il presidente della regione) Di Maio e i 5 Stelle, nel tentativo nemmeno tanto recondito di arginare la straripante avanzata del Movimento. Probabilmente in una strategia di medio-lungo periodo sintetizzabile in un “Io – Vincenzo – sono più populista di voi”. Ad ogni modo sta di fatto che oggi l’ex sindaco di Salerno abbia raggiunto una nuova vetta lessicale: “Mezze pippe e pippe intere nel PD – distingue il presidente della giunta campana, senza specificare la differenza tra mezze e intere – dove ho trovato anche fior di farabutti”. Così dichiara a Napoli, a margine di un incontro (fonte Ansa). Sfogo estemporaneo, accuse velate o tattica pre-referendum, pre-congresso, pre-politiche sarà solo il tempo a dircelo. Ma forse di fronte a tanto anche Grillo alzerebbe le mani e gli concederebbe la vittoria.

Marcello D’Ambrosio