Pensate al senso d’impotenza che un genitore prova, quando scopre che il proprio figlio, spesso tra i 3 e i 5 anni, vive un’infanzia violata fatta di soprusi esercitati dalle maestre e di violenza psicologica inflitta da chi avrebbe dovuto essere, invece, un tutore, un ponte tra i giochi puerili e le prime regole scolastiche.

Nuovi test psicoattitudinali al momento dell'assunzione

In un’età così fragile, in cui la mente deve ancora plasmarsi e adattarsi alle norme sociali, una mamma e un papà si affidano al ruolo educativo e all’approccio pedagogico degli insegnanti sperando di donare al figlio un ambiente somigliante a quello familiare, in cui a farla da padrone sono l’amore e la pazienza. Al contrario, oggi, c’è paura agli ingressi degli asili a causa dei numerosi episodi di violenza noti alle cronache. Bambini costretti a mangiare il proprio vomito, a ricevere uno spintone, uno schiaffo violento, un calcio. Sono donne con gravi disturbi a infliggere questi tormenti, in altre parole si tratta di vere ladre d’infanzia!

Approvato il 19 ottobre alla Camera
Approvato il 19 ottobre alla Camera

Dopo anni in cui si è fatto poco per la prevenzione, finalmente la politica sembra aver intrapreso la giusta strada con l’approvazione, il 19 ottobre alla Camera, del ddl sulla videosorveglianza (il testo è passato al Senato) negli asili nido, nelle scuole d’infanzia e nelle strutture socio-assistenziali per disabili e anziani. Il disegno di legge introduce l’installazione di telecamere a circuito chiuso per impedire gli abusi, con immagini cifrate al fine di non violare la privacy in assenza di maltrattamenti e con due chiavi d’accesso, una della struttura e una di un ente certificato, da utilizzare a seguito di denunce o segnalazioni e su richiesta del pubblico ministero. Nell’art. 2 si legge, poi, che il governo è demandato ad adottare, entro 12 mesi dalla data d’entrata in vigore della legge, un d.lgs. che stabilisca  delle valutazioni attitudinali nell’accesso alla professione al momento della nomina e dopo, con cadenza periodica. Il decreto prevederà anche percorsi di formazione e reinserimento del personale dichiarato non più idoneo allo svolgimento delle mansioni e programmi di supporto psicologico.

L’opinione pubblica è divisa in due fazioni in merito al provvedimento: i genitori favorevoli alle telecamere tirano un sospiro di sollievo; mentre le maestre sono convinte che un occhio elettronico non fermi la violenza e che “il nido-lager è un caso isolato rispetto alle numerose realtà in cui gli insegnanti danno il cuore”.

Veronica Otranto Godano