È dal 1937 che il cinema italiano ha un solo volto, quello degli Studios di Cinecittà a Roma. Un’imponente costruzione di origine fascista che negli anni si è messa in competizione con la macchina da guerra cinematografica chiamata Hollywood.

Inaugurata da Benito Mussolini e dall’allora direttore dell’Istituto Luce Giacomo Paolucci di Calboli, Cinecittà è stata la casa degli attori più famosi e ha ospitato scene di film immortali. Dai Kolossal americani alle pellicole felliniane, dai fantasy più recenti agli spettacoli televisivi più amati. Cinecittà è stata ed è la casa dell’arte, un luogo magico in cui tutto può trasformarsi e dare forma alla fantasia di grandi e piccini. È diventata una macchina da Oscar e negli anni si è investito così tanto da migliorare le tecniche degli operatori e montatori. Tutti i più grandi registi hanno scelto di girare qua i loro film più importanti, sicuri dell’originalità e della maestosità degli arredi e delle ricostruzioni italiane dei soggetti e dei luoghi. È Mussolini stesso che inizialmente chiede agli addetti ai lavori, di creare un centro di intrattenimento che potesse suscitare emozioni e sviluppare il senso di appartenenza e orgoglio nazionale, mentre poco lontano dall’Italia, in Germania, il cinema aveva la sola funzione di propaganda nazista. Con la liberazione di questi due paesi dai rispettivi regimi, l’arte è riuscita a svilupparsi nella sua interezza riuscendo a fotografare ogni periodo storico.

Altro elemento fondamentale che si attribuisce a Cinecittà è il sogno che ha fatto nascere nella popolazione italiana di anno in anno ospitando le maggiori dive del tempo e i sex symbol di ogni posto del mondo. Da qui sono passati Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Federico Fellini, il pluripremiato Dante Ferretti, Sergio Leone. Cinecittà ha segnato la ripresa di un paese distrutto nel Dopoguerra ma volenteroso di sognare. Tutti volevano avere il loro “posto al sole” nel circo cinematografico, per molti è stata la fortuna della vita, per altri il cinema ha rappresentato e rappresenta l’evasione dalla quotidianità e Cinecittà ha contribuito a creare l’illusione come solo i grandi maghi sanno fare.

Valentina Paluccio

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