di Simona Borzi – Un viaggio senza clessidra e senza confini, dove l’informazione diventa strumento per favorire il confronto, quello aperto, propositivo, e la riflessione. Questo si propone di essere Lèggi, testata di informazione e approfondimento culturale, il cui leitmotiv è far luce sui fatti con la massima obiettività comunemente auspicabile, senza maliziose mistificazioni, con giusto spirito critico, ma soprattutto nel rispetto di quella deontologia professionale, che è tale quando mai avulsa dall’onestà. Quell’onestà intellettuale che non conosce asservimenti, pressioni, faziosità. Il che non significa rinunciare ad un’ideologia in pectore, né implodere la necessità di battersi a difesa di ancestrali valori e principi, o non poter coscientemente e liberamente manifestare di essere pro qualcuno o piuttosto contro un altro.

Lèggi è per tutti quanti amano approfondire fatti della vita quotidiana e temi culturali, con la possibilità di spaziare tra politica, attualità, cultura, diritto, economia, medicina, moda, e quant’altro, con una sezione aggiuntiva dedicata alla realtà regionale campana (dove il giornale nasce) non rischiando di trovarsi di fronte ad uno strumento che tenti di influenzare la personale autonomia di giudizio. Non aiuterebbe, questo, alla crescita della società, cui il giornalismo apporta indiscutibilmente un contributo essenziale. Senza alcuna pretesa di essere depositario della verità, e con la consapevolezza della difficoltà della missione, in un mondo che è cambiato e continua a mutare con una dimestichezza tale da rendere impegnativo descriverlo nel modo giusto, Lèggi vuole contribuire a raccontare, senza reticenze né amplificazioni, quei piccoli e grandi avvenimenti di cui la storia inesorabilmente si alimenta ed approfondire tematiche culturali e di attualità per invitare alla riflessione: ad un’ attenta riflessione, che la crisi politica ed economica dei nostri tempi impone, ora sulle cause della stessa, ora sulle conseguenze ed i meccanismi che essa ha messo in moto, perchè ciò sia di ausilio ed esortazione al superamento di quella ormai diffusa disillusione, pigrizia, diffidenza, quali ripercussioni sociali, nel tentativo di farsi animare da uno spirito diverso, nuovo, e risvegliare quella speranza al cambiamento, spenta dal venir meno dei riferimenti tradizionali.
Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza”, per mutuare il Sommo Poeta. Andare oltre le invalicabili Colonne d’Ercole, dove l’Ulisse dantesco sperava di trovare terre migliori. Ergo, andare oltre il limite estremo della conoscenza già acquisita, cercando di espanderla il più possibile.

All’Ulisse che risiede nell’animo di ciascuno di noi, alla porta sull’orizzonte che ognuno cerca, alla scoperta di ciò che ci si augura di trovare oltre le Colonne d’Ercole. Che la conoscenza, lo studio e l’approfondimento, siano da stimolo al nostro viaggio e diano quella spinta coraggiosa che porti a sfidare i flutti insidiosi sul nostro percorso con prudente temerarietà!
E.. ad maiora semper!

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