morosiniQuella che oggi la nostra redazione di LèggiOnLine, per la rubrica “Chi ama non dimentica”, ha deciso di raccontarvi è la storia di Piermario Morosini, calciatore del Livorno ci ha lasciato due anni e mezzo fa, mentre disputava la gara contro il Pescara.

GLI INIZI – La vita di Morosini è sempre stata piena di momenti di difficoltà, nel 2001 perde a madre Camilla, quando aveva appena 15 anni, due anni più tardi perderà anche il padre e nel 2004, il fratello disabile si suicida. Rimasto solo con una sorella disabile da accudire, Piermario impiega tutti i suoi sforzi nel mondo del calcio. La sua avventura inizia con la Polisportiva Monterosso, per poi passare nel settore giovanile dell’Atalanta, vincendo uno scudetto con la categoria Allievi.

TRA I PROFESSIONISTI – Nel 2005, viene acquistato dall’Udinese in comproprietà con i bergamaschi, e qui fa il suo esordio in Serie A all’età di 19 anni. Con i friulani fa il suo esordio anche in Coppa Italia e in Coppa Uefa, solcando così per la prima volta anche il palcoscenico europeo contro il Levski Sofia. Nella stagione 2006/07 passa al Bologna in Serie B e successivamente al Vicenza, sempre in serie cadetta. Tra le fila dei biancorossi riesce a conquistare la promozione in Serie A. Dopo due anni di Vicenza, l’Udinese riscatta tutto il cartellino del calciatore, poiché metà era di proprietà dei veneti, e lo gira in prestito prima alla Reggina e poi al Padova, con formula di diritto di riscatto. I biancoscudati non esercitano tale diritto e fatto ritorno all’Udinese, la società lo gira ancora in prestito al Vicenza, facendo così ritorno nella squadra veneta nel 2011.

morosiniLA TRAGEDIA – Dopo aver chiuso l’annata con il Vicenza, Morosini passa ai toscani del Livorno nel gennaio del 2012. Sarà la sua ultima squadra, Piermario durante la gara di campionato tra amaranto e Pescara, in casa degli abruzzesi, al 31’ del primo tempo si accascia al suolo improvvisamente. Riprova a rialzarsi, ma non vi riesce e da li scatta l’allarme, i paramedici provano a rianimarlo ma Morosini, portato anche in ospeadale, non ce la fa, lasciando la vita ad appena 25 anni e una sorella disabile. La causa della morte è una rara malattia ereditaria, la cardiomiopatia aritmogena. Viene aperta anche un’inchiesta per mancato utilizzo del defibrillatore, ma non vogliamo inoltraci in ambito legale.

DOPO LA MORTE – La gara non verrà conclusa, la FIGC dispone il rinvio dell’intera giornata di tutti i campionati italiani. La notizia ha un risalto mondiale e in Spagna, il Real Madrid osserva un minuto di silenzio prima della gara con lo Sporting Gijon, mentre il Barcellone decide di scendere in campo con il lutto al braccio. Viene istituito una memorial in suo onore “La speranza…in un ricordo”, gli stadi “Picchi” di Livorno e ”Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo, intitolano la gradinata al giovane calciatore bergamasco. Anche il comune di Pescara decide di intitolare un settore dell’ “Adriatico” a Piermario, viene scelto il settore ospiti. Il Vicenza intitola a Morosini il Centro tecnico di Isola Vicentina. Infine, Livorno e Vicenza ritirano la maglia numero 25, questo poche ore dopo la sua scomparsa.

Gianfranco Collaro