Vincenzo Servalli
Vincenzo Servalli

Come si apprende da una nota inviata al primo cittadino di Cava Vincenzo Servalli e agli organi di informazione (riportata nelle immagini in basso) e firmata dal cardiochirurgo Raffaele Giordano, viene richiesto un incontro con il sindaco Servalli sul Piano Aziendale dell’Azienda Universitaria Ospedaliera Ruggi D’Aragona. La richiesta è il frutto di un incontro tra sindacalisti dell’Ospedale Santa Maria dell’Olmo, rappresentanti del Comitato Diritto alla Salute per Cava de’Tirreni ed esponenti della minoranza in consiglio comunale. Presenti i consiglieri comunali Antonio Barbuti, Marco Galdi, Vincenzo Lamberti e Vincenzo Passa, i sindacalisti Gerardo Biondino e Gaetano Tortora, il portavoce e rappresentanti del Comitato, il commissario cittadino di Forza Italia Fortunato Palumbo, i dottori Raffaele Giordano e Luca Alfieri, i signori Mario Colucci e Danilo Sorrentino. Abbiamo contattato Marco Galdi, predecessore del sindaco Servalli, per farci raccontare contenuti e prospettive del documento e dell’eventuale incontro con Servalli:”C’è stato un allarme lanciato da sindacalisti dell’ospedale che è condiviso dai consiglieri comunali di minoranza  e dal Comitato per la Salute. L’incontro si è tenuto presso la sede dei gruppi di minoranza a palazzo di città. Sono emerse una serie di problematiche anche sotto il profilo tecnico estremamente preoccupanti. La prima riguarda il reparto di ortopedia perché, dopo la chiusura di ginecologia e la fine di senologia, per la mission che viene data al Santa Maria dell’Olmo come punto di prima urgenza, ortopedia rimane un reparto di eccellenza da salvaguardare, ma nonostante ciò vediamo ridimensionati i numeri dei posti letto. Non ha senso questa riduzione se pensiamo che in questo momento ci sono oltre 80 persone che aspettano un intervento e sono in lista d’attesa e non si riesce ad accontentarle. Poi c’è il problema di pediatria: si era parlato di un errore materiale per cui pediatria era scomparsa dal piano regionale ospedaliero, di fatto nell’atto aziendale vengono assegnati 6 posti anzichè i 12 previsti precedentemente e ciò non molto senso, perché con questo numero di posti letto il reparto non avrebbe nessuna autonomia né un medico responsabile, ma dipenderebbe tutto dall’azienda ospedaliera Ruggi che come l’ha previsto così potrebbe eliminarlo. Se si tratta di un errore materiale allora correggano l’errore materiale come è stato sbandierato ai quattro venti. E che tornino i 12 posti di pediatria. Ma ci sono anche altre problematiche, come le unità per il trasporto degli infermi da e per il Ruggi, per consulenze e per esami che attualmente non ci sono e il grosso problema di ginecologia e ostetricia, che per noi non è assolutamente una partita chiusa, che richiedono un ragionamento comune fra tutte le forze politiche. Lo abbiamo chiesto nell’ultimo consiglio comunale ma abbiamo avuto un no deciso del sindaco. Ci auguriamo che alla luce di questo nuovo piano aziendale il sindaco voglia aprire questo tavolo con le forze di minoranza, con il Comitato, con i sindacati. Il tempo per ottenere una modifica al piano aziendale del Ruggi c’è, in quanto c’è stata una proroga che ne fissa la presentazione a fine luglio. Non possiamo far trascorre questo tempo incrociando le braccia. La città vuole interloquire con l’istituzione regionale e ha diritto che il proprio sindaco si ponga a capo di questa interlocuzione. In mancanza del’impegno del sindaco, ovviamente, cercheremo da soli di rappresentare la città ma non vi è dubbio che lo potremo fare in modo molto meno produttivo e intenso. Il presidente De Luca, in più

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

occasioni, si comporta come l’interlocutore delle comunità locali. Lo fa in campagna elettorale, impegnandosi a potenziare addirittura il santa Maria Incoronata dell’Olmo. Lo ha fatto di recente quando ha smentito la chiusura di pediatria definendola un errore materiale del piano regionale e invece forse tanto “materiale” non era, e continua a farlo ora come se fosse un interlocutore. E non vi è dubbio che lo è, perché un presidente di regione, autorevole e così determinato come il presidente De Luca, non credo che non possa incidere in aspetti così marginali come quelli che la nostra comunità sta chiedendo. Per cui credo non sia possibile attendere l’auspicabile fine del commissariamento della sanità campana ma che la salvaguardia del nosocomio vada tutelata adesso perché più in là potrebbe essere troppo tardi. Inoltre, nel caso in cui non vi fosse la disponibilità del sindaco a fare fronte comune, faremo delle valutazioni come forze politiche di opposizione, con il mondo sindacale, con la cittadinanza per tutelare autonomamente il diritto alla salute della nostra comunità. E ovviamente siamo disposti a farlo in tutte le sedi. Come ho già detto il disimpegno del sindaco sarebbe un atto di estrema gravità.

 

Marcello D’Ambrosio

Richiesta di incontro al sindaco Servalli

Richiesta di incontro al sindaco Servalli
Richiesta di incontro al sindaco Servalli
Richiesta di incontro al sindaco Servalli
Richiesta di incontro al sindaco Servalli