CASERMA

NOCERA INFERIORE. La Caserma Tofano come sede della Soprintendenza Regionale. E’ l’idea condivisa dalla mozione del Pd di Nocera Inferiore, “Cambiamenti“, che annuncia che nel gennaio 2015 dovrebbe partire la nuova Soprintendenza archeologica della Campania. La riforma vedrà concentrate a Salerno tutte le competenze decisionali, gestionali e amministrative per l’archeologia della Campania. “Questa ubicazione – si legge in un comunicato – secondo quanto sta emergendo dal dibattito, presenterebbe una serie di problemi, sia logistici che politici“. La scelta di pensare alla Caserma come sede della Sovrintendenza Regionale – secondo la mozione – permetterebbe di raggiungere una serie di obiettivi significativi come il recupero ed il riutilizzo di un bene come quello della caserma, l’individuazione di una sede adeguata e prestigiosa per Sovrintendenza, la creazione di un “Polo Culturale” di rilievo nazionale oltre che un volano di sviluppo per un territorio importante e baricentrico come l’Agro nocerino sarnese. “Cambiamenti“, a riguardo, si farà promotore presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo della candidatura della Caserma Tofano quale sede della Sovrintendenza Archeologica della Campania. Saranno invitati anche i vertici della Soprintendenza ad un sopralluogo presso la Caserma per valutare insieme lo stato dell’edificio e la fattibilità della proposta.

Questo è il momento – concludono nella nota gli iscritti alla mozione – di fare fronte comune e di bandire i personalismi e le contrapposizioni; #CambiaMentichiede all’amministrazione comunale, a tutte le associazioni culturali, alle forze imprenditoriali e sociali della città di Nocera Inferiore, di unire le forze per sostenere insieme la candidatura e contribuire alla sua integrazione con proposte e suggerimenti. Nei prossimi giorni, insieme a quanti vorranno insieme a noi portare avanti questa iniziativa, ci faremo promotori di un incontro pubblico“.

Caserma: più un male che un bene per l’amministrazione 

La Caserma Tofano rientra in quella categoria di beni che può essere ceduta direttamente ai comuni. Tutto grazie ad una norma che aveva stabilito, in passato, questa specifica procedura di dismissione. La struttura è sottoposta ad un vincolo dei Beni Culturali e il Comune sta immaginando di poter farla rientrare in un programma di valorizzazione che non preveda particolari oneri dal punto di vista economico. Certo, l’idea è quella di poter produrre delle risorse, dunque reddito, grazie alla Caserma. Ma una quota di questo ipotetico guadagno dovrebbe – stando al Comune – andare comunque allo Stato. L’assessore all’urbanistica Ciro Amato, alcuni mesi fa, riferì a LeggiOnline di essere impegnato anche a raccogliere tutte le proposte per la caserma, con l’impegno poi di compararle a quelle che sono le risorse disponibili. Con l’adozione del nuovo piano urbanistico, il Comune aprirà quasi certamente un confronto pubblico con tutti i soggetti pubblici e privati, valutando gli interventi che dovranno comunque essere compatibili con i vincoli ai quali è sottoposto il bene. Oggi per il Comune, la sola manutenzione e la messa in sicurezza della Caserma potrebbe non essere sostenibile dal punto di vista economico. Di proposte per valorizzare il bene tuttavia ce ne sono già troppe, alcune anche bislacche. E la possibilità che l’Ente possa in un futuro gestire la struttura, sembra essere più un male che un bene, visti gli enormi sforzi economici previsti. La speranza potrebbe essere rappresentata a questo punto solo dall’interesse di un privato pronto a investire sul territorio nocerino.

Nicola Sorrentino