La Giunta Regionale ha stanziato più di 5 milioni per la promozione turistica della Campania. Si tratta di fondi vincolati e acquisiti dal Programma Operativo Interregionale attraverso il Ministero per la Coesione Territoriale.

Un’operazione dirimente se si pensa che, ogni anno, i turisti che giungono in Italia per visitare il nostro Paese innalzano il livello del PIL. Solo in Campania si guadagnano 10 miliardi di euro. Bene Napoli e Salerno, mentre  nonostante la Reggia, precipita Caserta. Su scala nazionale il 47% della spesa turistica straniera è destinato alla copertura dei costi di alloggio, il 25% riguarda la ristorazione, il 21% gli acquisti e il 18% altre tipologie di spese. Nelle isole e in Campania le spese per alloggio incidono di più; inoltre, qui spiccano la qualità della cucina e l’ambiente. Al contrario, però, in territorio campano si registra un calo degli acquisti (-0,9%) dei visitatori e un giudizio d’insufficienza per la sicurezza (-3,1%). In testa alla classifica per la cortesia, invece, il Trentino Alto Adige mentre il Lazio è primo per la qualità dell’offerta culturale e artistica. 

A fare la differenza nel turismo campano, sono le località di mare come la Costiera Amalfitana, la Costiera Cilentana e la Penisola Sorrentina, dove l’attrattività turistica rappresenta il motore di sviluppo anche per altre attività connesse come l’industria.

C’è da dire, ancora, che secondo la ricerca di UnionCamere Emilia Romagna, Caserta è tra le province con il valore aggiunto turistico inferiore al 5%, con Avellino e Benevento. Napoli tra il 10 e il 15%. Dulcis in fundo, Salerno, con un valore aggiunto turistico medio-alto, cioè tra il 15% e il 30%.

Veronica Otranto Godano