L’idea di programmare uno spettacolo per gli organizzatori di eventi è sempre stata un’idea difficile e anarchica. Il mondo degli spettacoli dal vivo non ha mai avuto una sua vera e propria disciplina. Pare che questo 2018 sia l’anno della svolta. Il trampolino di lancio verso un ordine e una corretta definizione delle cose.

Basti pensare all’importante riforma avuta in questo settore, a fine 2017, grazie all’approvazione della prima legge sugli spettacoli dal vivo, che va a disporre sull’erogazione da parte dello Stato di fondi e ausili per tutto il settore degli spettacoli dal vivo. 

Questo provvedimento non solo prevede un consistente aumento degli incentivi fiscali per tutti i settori dello spettacolo dal vivo – fondi pari a +9.5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a +22.5 milioni di euro a decorrere dal 2020 e 4 milioni di euro per spettacoli da organizzare nelle zone del centro Italia colpite dai sismi del 2016 e 2017 -, ma anche un’estensione dell’ArtBonus, dunque un incentivo fiscale per molte altre categorie di teatri (le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza).

Questo ha rappresentato un grande passo da parte delle istituzioni nei confronti di questa categoria di beni culturali: è un momento decisivo e da non sottovalutare, in termini di concretezza e trasparenza, per il settore culturale italiano.

Veronica Otranto Godano

Marta Paluccio

CONDIVIDI