La vicenda di ieri sullo striscione dei tifosi bolognesi esposto al Dall’Ara contro il popolo napoletano, accompagnato dai cori razzisti inneggianti all’odio e alla violenza, suscita non poche polemiche, ma arrivano tempestive le scuse e parole di condanna da parte di quanti hanno provato giusto rammarico per un episodio che ha fatto scrivere una pagina nera nella storia del calcio.

Al diniego dell’allenatore Davide Ballardini nel post partita, al messaggio su Facebook di Morandi fanno seguito le scuse ufficiali da parte del sindaco della città di Bologna ai napoletani:“Il consiglio comunale si scusa con la città di Napoli e con tutti i cittadini che non si sentano rappresentati dal fanatismo ultras”. Così si legge in una nota stampa a firma del primo cittadino Virginio Merola.

Su Facebook Morandi, presidente onorario della società rossoblu, esprime parole di rammarico ““Ieri allo stadio di Bologna è successo qualcosa di inqualificabile e di cui mi sono vergognato. Prima dell’inizio della partita sono comparsi striscioni intollerabili contro la squadra e la città di Napoli e mentre le note di Caruso risuonavano nell’aria, una parte della curva dei tifosi rossoblu ha cominciato a fischiare. Non so quanti fossero ieri quegli incivili, capaci di un simile comportamento, razzista ed offensivo. Spero fossero pochi, ma certamente io non mi riconosco in loro, che oltraggiano la figura di Lucio e insultano gli avversari con questa maleducazione deficiente. E essere il presidente onorario, anche se è una carica simbolica e forse inutile, non mi piace più”“.

Alla vicenda si interessa anche il sindaco del comune partenopeo Luigi De Magistris ringraziando ufficialmente il cantante ed il sindaco Merola: “A nome di tutti i miei concittadini voglio ringraziare Gianni Morandi, il sindaco di Bologna, Merola e tutti coloro che hanno condannato i cori razzisti pronunciati ieri, in occasione della partita, contro la nostra città. Lo sport e il calcio in particolare, così popolare e partecipato in questo nostro paese, non possono diventare occasione di razzismo e discriminazione territoriale, ma devono essere, al contrario occasione di promozione dei valori della convivenza e della tolleranza. La pagina scritta ieri a Bologna genera molta amarezza per questo”

 
Cristina Mariano

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