1616635_10202255100393144_1435484195_n.jpgVentesima giornata di campionato segnata dalla inciviltà e istigazione all’odio da parte di tifoserie che di tifo hanno ben poco. Ancora una volta lo spettacolo sportivo viene intaccato dal puro ed ingiustificato razzismo inneggiando a tragedie che hanno contano innumerevoli vittime. Dopo lo striscione esposto in occasione di Bologna – Juventus in cui a venire essere discriminati erano tutti gli abitanti del Sud che tifano la squadra torinese, i bolognesi si cimentano in uno striscione diretto ai napoletani con su scritto: “Sarà un piacere quando il Vesuvio farà il suo dovere”.

Questo striscione testimonia, oltre all’ovvio razzismo e discriminazione per il popolo partenopeo, una mancanza di rispetto e tatto verso che coloro che hanno perso la vita durante queste calamità naturali. Andare allo stadio pare che stia diventando una sorta di caccia alle streghe in cui bisogna inneggiare all’odio razziale, che sia verso un giocatore straniero, per lo più di colore, o che sia un’intera popolazione. Striscioni, cori, e insulti tralasciando gli scontri che, per fortuna stanno diminuendo a livello nazionale. Tutto questo va oltre ogni forma di sportività e amore per i propri colori e per il calcio in sé.

A seguito delle segnalazioni da parte dei vari giornalisti, che in diretta e piena cronaca riportano queste notizie esprimendo apertamente il loro disappunto, l’allenatore rossoblu Davide Ballardini condanna il comportamento della sua tifoseria, che nuoce, oltre che al buon senso e alla civiltà e alla reputazione della nostra nazione di fronte al mondo intero, alla buona educazione e al buon esempio che bisogna dare ai “nostri” bambini che vengono portati allo stadio per godersi una partita di pallone.

Passando dal buon gusto di ognuno alla posizione delle autorità competenti. Ogni striscione che viene esposto allo stadio deve essere autorizzato dalla prefettura per evitare episodi del genere. Proprio per questo motivo, in occasione del derby milanese le tifoserie scioperarono per la mancanza di necessaria autorizzazione.

A questo punto, la domanda che dovrebbe essere posta è questa: come mai si vedono ancora questo tipo di striscioni se gli organi appositi dovrebbero vietarli?

Rispetto per tutti, vivi e morti. Rispetto per le vittime di Heysel, rispetto per le vittime del Vesuvio, rispetto per le vittime del Vayont e per tutte le altre vittime che hanno perso la vita sia per catastrofi naturali, o per negligenza o per follia umana nascosta dietro il tifo.

Riportiamo lo sport ad essere un momento di sana competizione e non un manifesto di odio e xenofobia!

 
Cristina Mariano

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