Palestra, abbonamento ai mezzi pubblici, viaggi studio per i figli. Il modello welfare aziendale di stampo americano fa scuola e inizia a prendere piede anche in Italia che, come di consueto, impiega un po’ a prendere la rincorsa. Il 3% d’imprese italiane (33% è la media europea) s’impegna a garantire ai dipendenti la conciliazione vita-lavoro e, secondo il Ministro del Lavoro, 1 contratto su 3 offre ai dipendenti la possibilità di scegliere il welfare aziendale in alternativa al bonus in busta paga.

Ogni azienda mette a disposizione benefit diversi che rispecchiano le necessità dei lavoratori. A individuarli una ricerca di Top Employers che ha identificato le misure più comuni nelle 79 aziende certificate Top Employers Italia 2017. Uno su tutti Brunello Cucinelli che nel 2016 ha introdotto la possibilità di chiedere il rimborso di tutte le spese sostenute per musei, teatri e cinema. Basta rendicontare le ricevute. Misura curiosa è quella dei Pet Days già introdotta dai colossi americani Amazon e Google. A Vimercate (Provincia di Monza e Brianza), nella sede Nintendo sono stati introdotti i Pet Fridays: giorni in cui si può portare vicino alla scrivania il proprio cane. E ancora Diesel, in provincia di Vicenza, consente ai novecento dipendenti di avere un maggiordomo che recapita alla scrivania farmaci o vestiti ritirati dalla tintoria. Le imprese oramai pensano a tutto pianificando al meglio la vita dei lavoratori nell’ambiente professionale. E’ il caso di Vittoria Assicurazioni che, a Milano, ha aperto una struttura cui si può accedere in pausa pranzo o la sera.

Si comprende, dunque, come il welfare possa incidere notevolmente sulla crescita delle società e dei suoi impiegati, soprattutto al Sud dove probabilmente  fa fatica a diffondersi stante un atteggiamento paternalista dei dominus. “L’internazionalizzazione, la digitalizzazione e il welfare sono le leve da azione per recuperare appeal sui mercati ed efficienza nell’organizzazione”, a dirlo è Felice Russillo di Confapi Campania. I collaboratori cercano un nuovo valore del tempo composto da: qualità della vita in azienda, motivazione e welfare. Secondo una ricerca dell’Institute  Think, negli ultimi  tre anni il 40 % dei lavoratori intervistati sostiene che la motivazione sul posto di lavoro sia diminuita, a causa di una qualità della vita scadente, una mancanza di riconoscimento, nessuna promozione. In sostanza si lavora meglio nei posti in cui l’azienda comprende i bisogni dei lavoratori: atteggiamento che nel lungo periodo potrebbe indurla a guadagnare di più.

Veronica Otranto Godano

CONDIVIDI