BARCA A VELA

A Palermo i giovani immaginano il futuro attraverso il mare. Un progetto dall’alto valore tecnologico che serve per combattere l’abbandono precoce dell’istruzione.

Il futuro attraverso il mare

A vele spiegate verso l’età adulta è il leitmotiv di Nautilab: un’idea, una visione aperta al mare che consentirà a tanti giovani palermitani di realizzare una barca supertecnologica, pronta a navigare verso nuovi orizzonti. Quelli della scuola in questo caso. Lavorare, dunque, a un prodotto, per cercare di rinsaldare il rapporto tra il sapere e il saper fare.

C’è bisogno di un rinnovamento della didattica che punti alla rimotivazione e al recupero dei ragazzi. In questo caso ci sarà un cantiere all’interno di un istituto scolastico che lavorerà con il contributo degli studenti. L’iniziativa si pone come progetto pilota e l’intenzione è di replicarlo altrove.

Costruire uno Yacht con la stampante. Il progetto

“Avremmo potuto costruire una barca come centinaia di altre. Sarebbe stato più semplice, più veloce, meno costoso. Invece abbiamo scelto di puntare sul nuovo, di anticipare i tempi invece di inseguirli. Non si tratta di un esercizio stilistico, perché da qui uscirà una barca innovativa”, cosi commenta Francesco Belvisi, responsabile della progettazione e dell’area tecnica.

Un prototipo che s’immetterà in mare per gareggiare. Da questo cantiere uscirà un MINI-TRANSAT 6.50, un’imbarcazione all’avanguardia ed ecosostenibile che nel 2019 parteciperà ad alcune competizioni internazionali. Nautilab ha previsto un bando scaduto agli inizi di giugno e che ha dato a dodici alunni di entrambi i sessi, appena diplomati, l’occasione di partecipare al corso in “tecniche di visualizzazione, progettazione e costruzione di una barca a vela”. I ragazzi hanno dovuto così inviare la propria candidatura con tanto di motivazioni al gruppo promotore del concorso, diretto dall’azienda Yam Srl, l’ Itis Vittorio Emanuele III di Palermo e l’associazione di promozione sociale l’Erba Voglio. I vincitori hanno poi iniziato il corso che si protrarrà fino a dicembre e per il quale ricevono anche un rimborso spese. La metodologia utilizzata dagli insegnanti è quella del learning by doing, in modo da acquisire competenze spendibili nel mercato del lavoro.

IL Progetto è realizzato con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri

 

A bordo con Nautilab. Chi sono i ragazzi

E’ il più grande del gruppo, Valerio Spena, 25 anni. Si è laureato in disegno industriale e ora, all’interno del cantiere, è sia parte integrante del team di lavoro sia video-maker. “E’ un corso dinamico -commenta il giovane- in cui riusciamo a fronteggiare ogni tipo di complicazione tecnica”. Emanuele Benigno, suo collega, neo diplomato, aggiunge: “E’ una sfida. Un progetto ambizioso sia per noi sia per i responsabili tecnici.” Entrambi ci credono e sono convinti dei seguiti occupazionali che il corso gli offrirà. Insieme a loro altri 8 ragazzi provenienti dall’Itis Vittorio Emanuele VII e 2 giovani migranti arrivati da soli in Sicilia (MSNA). E ancora, il cantiere potrà essere visitato da circa quattrocento studenti delle scuole medie: attività che s’inserisce in un percorso educativo finalizzato allo sviluppo della città.

“Avremmo potuto costruire una barca come centinaia di altre. Sarebbe stato più semplice, più veloce, meno costoso. Invece abbiamo scelto di puntare sul nuovo…”

Palermo, l’Italia, l’Europa. I numeri dell’abbandono

Individuo o famiglia, non c’è spazio per il gruppo. Ecco la lapidaria sentenza del “Rapporto Giovani-Sesta indagine dell’Istituto IARD sulla condizione giovanile in Italia” che mostra come ci siano poche chance per adempiere i bisogni della collettività. Ma quando a mancare sono le strutture pubbliche, viene meno la possibilità di costruire il concetto di squadra. Anche a Palermo, dove, al contrario, i giovani riescono a far emergere doti e potenzialità se ricevono i giusti input.

Nautilab aderisce perfettamente a questa immagine. Si lavora insieme per arricchire il curriculum e al fine di alleggerire quel peso creato dalla disoccupazione nel Mezzogiorno. Secondo i dati Istat 2015, la provincia con il più alto tasso di disoccupazione in Italia è Crotone, col 31,46%. Sul podio Agrigento (26,2%) e Siracusa (25,72%). A seguire Palermo (23,89%). Dall’altra parte Bolzano al 3,82% e Vicenza al 4,79%. C’è da dire che molti ragazzi a Palermo sono in età giusta per rimpinguare il proprio background professionale, ma per alcune questioni private si trovano a svolgere lavori occasionali. Bene, forse percorrere una strada del genere riuscirà ad abbassare l’indice di dispersione scolastica che, al momento, si attesta al 18% nel capoluogo siculo.

Secondo i dati Istat 2015, la provincia con il più alto tasso di disoccupazione in Italia è Crotone, col 31,46%. Sul podio Agrigento (26,2%) e Siracusa (25,72%). A seguire Palermo (23,89%).

Un ruolo importante può essere svolto dai genitori, i quali devono porsi come osservatori a distanza monitorando il rapporto del ragazzo con la scuola. Ad esempio, tra le cause più frequenti di abbandono scolastico c’è la scelta sbagliata della tipologia di corso. In questo caso sarebbe opportuno intervenire con un cambiamento d’indirizzo immediato.

Veronica Otranto Godano