Autorizzato il culto di Medjugorje, tra fedeli contenti e Chiesa ancora restia

Il culto di Medjugorje e della sua Madonna, sono stati, per anni, al centro di diatribe tra credenti, non credenti e studiosi di tutto il mondo. Un fenomeno unico che solo questa estate ha raccolto 50mila giovani e 700 preti. Numeri da capogiro per uno tra i più famosi e frequentati luoghi di culto che può vantare le numerose apparizioni alle quali molti hanno detto di aver assistito.

È con il pontificato di Benedetto XVI che la Chiesa vuole mettere ordine in queste credenze e dividere ciò che è sacro da ciò che è profano (pensiamo solo al giro di denaro presente in quei luoghi), ciò che è reale da ciò che è fasullo. Ebbene oggi, sotto Papa Francesco, la risposta della commissione guidata dal cardinale Camillo Ruini è arrivata: Medjugorje è a tutti gli effetti luogo di culto e soprattutto sono state riconosciute le apparizioni della prima settimane. Un colpo grosso per i credenti e non che ora saranno ancora più spinti a recarsi verso questo posto al quale è stata riconosciuta la sua autenticità.

Molti in passato erano stati i vescovi che avevano negato ai loro fedeli di recarsi a Medjugorje, infatti non era mai stata la Chiesa direttamente a promuovere i pellegrinaggi, ma la volontà dei singoli. Quelli diretti Iugoslavia non erano viaggi religiosi ufficiali come potevano essere quelli dei siti mistici di Lourdes e Fatima.

Non basterebbero 1000 dossier su Medjugorje per fermare l’ondata di persone che arrivano nella cittadina ogni anno. La fede, la speranza e a volte la disperazione sono più forti di tutto e non si fermano davanti alla decisione di altri uomini. I luoghi di culto vivono e vivranno di luce propria con o senza l’approvazione totale della Chiesa.

 

Valentina Paluccio