In un giorno particolarmente delicato per lui, abbiamo deciso dedicare questa uscita della rubrica “Chi Ama Non Dimentica” a Mario Piga, il centrocampista che contribuì alla storica promozione dei Lupi Irpini in Serie A nella stagione 1977/1978.

Mario e Marco Piga
Mario e Marco Piga

GLI ESORDI – Nativo di Palau, in Sardegna, iniziò la sua carriera da calciatore proprio nella squadra della sua città che militava nella Lega Dilettanti. Nella stagione 1973/1974 viene ceduto al Torres esordendo nel campionato semiprofessionistico di Serie C. la squadra sarda militava nel Girone B della categoria e si classificò al 15° posto con 34 punti. Nella stagione successiva la Torres si posizione al 19° posto, retrocedendo in Serie D. Nonostante i risultati non siano stati eccezionali, Piga contribuisce alla causa sassarese con 5 gol in 71 presenze. Terminata la stagione viene ceduto alla Lucchese, dove resta altre due stagioni –dal ’75 al ’77. La squadra toscana militava anch’essa in Serie C. Gioca 73 partite e marca tre gol.

Mario Piga, Avellino
Mario Piga, Avellino

DA LUCCA ALL’IRPINIA PASSANDO PER BERGAMO – Terminato il biennio lucchese, viene acquistato dall’Atalanta, dove però non colleziona neanche una presenza. Nella stessa stagione viene mandato a giocare all’Avellino. In Irpinia esordisce in Serie B. in quell’anno arriva la sorprendente promozione, quasi insperata, per la qualità della rosa. Con lui –così come nelle esperienze precedenti- c’è il fratello gemello Marco, centroavanti. Così come ammesse lui stesso in una successiva intervista ai colleghi di Avellino-Calcio.it, la fortuna di quell’Avellino fu la velocità di alcuni degli interpreti del campionato. La caratteristica della formazione che trascinò i biancoverdi in massima serie era la mancanza di un ariete d’area, la classica prima punta che ottimizzava quasi ogni assist dei compagni. Il segno inalienabile di quella stagione è il gol promozione segnato proprio da Mario Piga l11 giugno 1978, in occasione della partita contro la Sampdoria. L’Avellino conclude la stagione al 3° posto e arriva in Serie A. Nella stagione successiva l’arrivo in massima serie non è entusiasmante. I lupi collezionano 3 sconfitte consecutive con Milan, Lazio e Torino. In tutte e tre le partite gli irpini non riescono a segnare neanche un gol. Alla quarta giornata arriva la prima vittoria, contro il Verona. Il primo gol in Serie A per Mario Piga arriva nella partita contro l’Ascoli, vinta per 3 a 1 con una rimonta iniziata proprio dal centrocampista sardo. L’Avellino si posiziona all’11° posto, resta in Serie A e si toglie qualche soddisfazione come la vittoria contro quello che sarà il campione di Italia, il Milan, nella prima giornata di ritorno, la vittoria contro l’altra milanese, l’Inter, e il pareggio nell’ultima giornata contro la Juventus. La stagione successiva è la conferma della prima. L’Avellino si posiziona nuovamente all’11° posto. Meglio nel girone di andata che in quello di ritorno -15 punti collezionati contro 11- in cui tra l’altro esce vittoriosa dalla partita contro la Juventus tra le mura amiche del Partenio. Nella terza stagione di A, i lupi migliorano il proprio posizionamento, andando ad occupare il 10° posto in classifica e venendo eliminato solo ai quarti di finale di Coppa Italia. Nell’ultima stagione di Piga all’Avellino, la squadra irpina si posizione all’8° posto. Mario Piga segna la sua prima rete stagionale contro il Milan neopromosso dopo la retrocessione in B. Nelle ultime stagioni Piga ricopriva il ruolo di attaccante.

Mario Piga nella Lazio
Mario Piga nella Lazio

LE ALTRE ESPERIENZE PRIMA DEL RITIRO – Conclusa l’avventura irpina Mario Piga viene ingaggiato da altri club di massima serie e non solo. Nella stagione ‘82/’83 ha vestito la maglia del Perugia militante in Serie B, con la quale ha giocato 25 partite prima di passare alla Lazio. Qui resta per un’altra stagione, gioca solo undici partite. Terminata l’esperienza capitolina scende di categoria andando a giocare nel Palermo fino al 1986. Qui gioca più di cinquanta partite segnando 5 gol. Finito il biennio rosanero, torna nella squadra che lo ha lanciato, la Torres. Resta per 3 stagioni e contribuisce al ritorno in Serie C1 segnando, così come accadde ad Avellino, la rete decisiva in occasione della partita contro l’Alessandria. L’ultima squadra con la quale ha giocato prima del ritiro è la Ilvamaddalena dove resta per tre anni per poi ritirarsi all’età di 33 anni.

LA BREVE PARENTESI DA ALLENATORE – Conquistato il patentino da tecnico allena per pochi mesi la Torres. Grazie a lui la squadra conquista la salvezza in Serie C2. Viene esonerato pochi mesi più tardi.

Cristina Mariano

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